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Lo afferma la DIA: “San Severo epicentro di dinamiche criminali”

L’Editoriale di DESIO CRISTALLI

L’ultima corposa relazione della <<Direzione Investigativa Antimafia (DIA)>> relativa al 2021, come in parecchie altre zone italiane, anche nel Tavoliere della Puglia ha trovato conferme della commistione di loschi interessi e di sempre fiorenti collaborazioni tra gruppi criminali in Capitanata. In questo scenario la città di San Severo si confermerebbe epicentro di certe dinamiche criminali della provincia di Foggia per il ruolo strategico assunto soprattutto nel traffico degli stupefacenti con agganci anche extraterritoriali grazie ai forti legami con camorra, ‘ndrangheta e criminalità albanese. In un tale contesto emergono riscontri giudiziari di una indagine dell’aprile 2021 che ha portato alla scoperta di un traffico di cocaina e hashish sull’asse San Severo-Manfredonia. Nello stesso periodo gli esperti inquirenti hanno riscontrato un cospicuo contrabbando di alcool e di tabacchi lavorati esteri che arrivavano dalla Campania attraverso un gruppo di una dozzina di pregiudicati condannati dal Tribunale di Napoli. Nello stesso 2021 il connubio ‘malaffaristico’ Puglia-Campania è emerso in particolare nel settore dello smaltimento dei rifiuti, da decenni un affare altamente remunerativo per la criminalità organizzata foggiana. Sempre nel 2021 è stata documentata l’esistenza di un sistema criminale promosso da un gruppo di elementi sanseveresi e casertani finalizzato all’illecito traffico di rifiuti speciali e allo smaltimento in discariche abusive. Figure apicali dell’organizzazione malavitosa erano un pregiudicato di San Severo e due pregiudicati casertani che organizzavano il trasporto di balle di rifiuti pericolosi dalla provincia di Caserta a quella di Foggia. San Severo, intanto, presenta ancora profili di instabilità criminale dovuta ai vuoti di potere e alla contrapposizione armata tra diverse fazioni che spingono per un redditizio ritorno agli assetti del passato. In tal senso si può inquadrare l’operato di <<una vera e propria mafia sanseverese non più articolazione della società foggiana>>, così come è emerso dall’indagine ‘Ares’ di questi ultimi anni che ha in parte ridisegnato lo scenario mafioso della provincia di Foggia. Sarebbe anche confermata la presenza nella zona tra San Severo e Torremaggiore di almeno un paio di clan attivi per il controllo delle attività illecite della zona. Le indagini patrimoniali hanno pure riguardato una società di smaltimento di rifiuti misti. Nel tempo l’evoluzione del comprovinciale tessuto mafioso ha generato nuovi gruppi, coinvolgendo, sia per versi di minore portata, i Comuni più vicini a San Severo. E’ emerso anche che una nuova strutturazione del tessuto malavitoso starebbe favorendo l’ascesa di nuovi elementi operanti a vario titolo nello scenario delinquenziale di Capitanata.

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