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Lucera: ‘Aputéche, il nuovo spazio laboratoriale che unisce arti visive e fashion design.

Nasce dalla volontà di tre giovani artisti: i pittori Alessio Selvaggio e Andrea Petrillo e il fashion designer di accessori Jonathan Montuori.

Inaugurazione venerdì 30 settembre 2022 ore 19.00 a Lucera.

‘Aputéche è il nome scelto da tre giovani artisti lucerinii pittori Alessio Selvaggio e Andrea Petrillo e il fashion designer di accessori Jonathan Montuori, per il nuovo spazio laboratoriale dove si incontrano arti visive e fashion design, che sarà inaugurato venerdì 30 settembre 2022 alle ore 19:00 a Lucera, al civico 64 di corso Garibaldi.

Preso il prestito dal dialetto lucerino ma con chiari rimandi all’origine greco-latina, ‘Aputéche significa “bottega” e richiama il concetto delle antiche botteghe, sia artigianali che di formazione pittorica.

«La bottega era una sorta di deposito dove venivano riposte le cose. Noi riponiamo i nostri sogni in questo spazio», affermano con entusiasmo i tre artisti, che aggiungono: «Sarà un laboratorio attivo, cuore pulsante non solo delle nostre opere pittoriche e di artigianato, ma anche piccolo centro di arte contemporanea».

‘Aputéche è, quindi, un luogo in cui le manifestazioni artistiche contemporanee possono trovare voce e visibilità, dove il bello e l’inconsueto, gli accessori raffinati e i tessuti, si incontrano e vivono nella città.

«I tre differenti approcci che caratterizzano gli ideatori di questo spazio sono accomunati da quel concetto del creare che contraddistingue qualsiasi manifestazione artistica, quella modificazione della materia che caratterizza non solo il fare pittorico attraverso forme e colori creati su di una tela, ma anche il lavoro creativo e materiale della lavorazione dei tessuti e dell’uncinetteria», scrive Emanuela Bruno, curatrice dell’allestimento, che il 30 ottobre presenterà il dialogo e l’incontro con gli artisti.

L’esposizione delle opere di Andrea Petrillo, Alessio Selvaggio (che insieme hanno partecipato al progetto “En Plein Air – pescheti in fiore” a San Ferdinando di Puglia nel 2022 e sono entrati a far parte di “Mecenate – Centro Studi Arti Visive” collaborando alla realizzazione dell’installazione “Ritrovati”) e Jonathan Montuori sarà visitabile fino a domenica 2 ottobre. L’ingresso è libero.

Biografie degli artisti

Andrea Petrillo, laureato in Lettere e Beni Culturali all’università di Foggia, ha poi proseguito la sua formazione specializzandosi in Storia dell’Arte presso l’Ateneo di Bari.

Appassionato di pittura sin da piccolo, è costantemente rivolto a Caravaggio, guarda al Barocco e ai temi dell’antichità, mantenendo sempre un forte legame con la Divina Commedia di Dante Alighieri che rappresenta una continua fonte d’ispirazione.

La sua prima mostra personale, “Io dipingo come un uccello canta” (2012), espone quadri ispirati ai lavori del fotografo ceco Jan Saudek. Nel 2016 partecipa alla collettiva “Thekè”, presso la Biblioteca Comunale di Lucera, con tre opere delle fiere dantesche: il lupo, il leone e la lonza. Nel 2017 realizza dei lavori a carbone per adornare il Salotto Nocelli di Lucera in un’esposizione personale su commissione dal titolo “Eroi poveri”. L’anno successivo presenta l’opera “Le tre fiere” alla collettiva Caleidoscopio presso Palazzo Saluzzo di Genova e, sempre nel 2018, insieme ad artisti nazionali e internazionali, partecipa ad una collettiva presso Palazzo Zenobio di Venezia con il quadro “Pietà”. Questi sono gli anni in cui si afferma uno stile dai tocchi apparentemente iperrealistici ma che, ad un esame più approfondito, mostrano l’emergere visivo della pennellata pittorica che diventa una costante estetica del pittore pugliese. Successivamente Petrillo ricerca uno stile sempre più personale, caratterizzato da una stesura pittorica corposa distribuita con tocchi fluidi e veloci, realizzando quadri senza il supporto del disegno – chiaro riferimento ai maestri veneziani e olandesi del Seicento – e dai contrasti cromatici molto forti. L’utilizzo di sfondi scuri su cui si stagliano colori brillanti caratterizzano opere come le due pale d’altare realizzate tra il 2021 e il 2022 per la chiesa di San Giovanni a Lucera, dove i colori ispirati alla tradizione post caravaggesca incontrano i soggetti sacri della Madonna e del San Giovanni Battista.

Alessio Selvaggio, laureato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha vinto il Premio speciale SPI-CGIL al concorso “Memoria Viva Viva Memoria” nel 2012. Ha partecipato con le sue opere a “Festa della Terra Vecchia” nel 2012, “A Nudo e Forme nel verde 2018, pause tra caos e armonia” a San Quirico d’Orcia, “Rea!Art Fair” del 2020 presso Fabbrica del Vapore di Milano.

I suoi primi lavori vertono verso una critica al bigottismo della società, la maschera e un’impostazione composita e formale che guarda specificatamente ai lavori di James Ensor. Successivamente, riduce l’utilizzo del colore al solo bianco e nero, approfondendo la tematica dello scheletro e il suo lavoro comincia a diventare materico grazie anche all’aggiunta di polveri e terra mescolati ai colori. Un’ulteriore evoluzione stilistica lo porta a ricoprire le ossa, con stesure di colore tenue e fortemente diluito, creando corpi deformati in cui si intravede l’apparato scheletrico.

La visceralità che caratterizza la sua pittura – sia negli anni accademici che successivi – viene soppiantata nelle sperimentazioni più estreme di digital painting e video in cui colori saturi, audio estraniante e immagini ripetitive e ipnotiche danno vita a creazioni con chiari riferimenti a registi quali Lynch, Refn, Cronenberg e Lars Von Trier. Un’ulteriore fase artistica vede il ritorno di una stesura pittorica materica che diventa più estrema tanto da rendere le tele pesanti e rigide, dettaglio che si riscontra anche a livello formale con figure che si chiudono appesantendosi; inizia a comparire l’immagine del cane – protagonista di molti quadri del pittore – e i rimandi sempre più espliciti all’Espressionismo munchiano e ai lavori di Francis Bacon. Nell’attuale estetica formale dei suoi lavori, Selvaggio propone corpi più morbidi, una cromia caratterizzata da una cupa sfumatura di rosso e pennellate più fluide che non dimenticano però la presenza di tocchi di colore materico che crea, insieme alla composizione, stratificazioni più complesse dei piani dell’opera.

Jonathan Montuori, inizia la sua carriera lavorativa nel settore dell’abbigliamento. Nel 2014 si trasferisce a Reggio Emilia per cercare lavoro e nello stesso anno si innamora delle molteplici sfumature dei colori dei gomitoli di lana. Questa passione lo porterà ad intraprendere numerosi corsi on line per imparare l’antica arte dell’uncinetteria. Nel 2015, tornato in Puglia, continua la sua formazione come artigiano della lana creando le sue prime borse, lavorandole inizialmente con la fettuccia, poi con altri materiali come il cordino italiano.

Negli anni successivi affianca al lavoro artigianale la progettazione e il disegno delle sue borse, diventando vero e proprio designer creativo; questa evoluzione artistica lo porterà nel 2020 alla creazione del suo brand “JOYD”, con cui inizia a partecipare ad eventi e sfilate come il “Barolofashionshow” e al contest “Cosenzafashionweek”, dove ottiene il primo posto per la realizzazione di una borsa ecosostenibile. Sempre nel 2020 nasce il brand ALV – Alviero Martini handmade by JOYD, dove l’unicinetteria di Jonathan si unisce ai tessuti con stampe di passaporto del grande stilista Alviero Martini; i prodotti di questa collaborazione vengono portati, nel 2022, sulle passerelle di Torino e Roma. Diventato vero e proprio stilista delle sue creazioni, partecipa, sempre nel 2022, a diverse sfilate come  “Divinatione5” a Gioia del Colle e “Vespe Club” a Castellaneta in collaborazione con lo stilista Michele Claudio Monte, che porta i lavori di JOYD anche in Sicilia e a Lecce. Sempre nello stesso anno compaiono i primi articoli su riviste specializzate come “Bella”, “Così” e “Ditutto”.

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