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LUGLIO 1946: RECCA, DEPUTATO DI VALORE

di Michele Monaco

A San Severo, nel secondo dopoguerra, la situazione economica era tragica. Il prof. TOMMASO FIORE grande umanista e meridionalista (nato ad Altamura) nel suo libro “Un popolo di formiche” riferendosi al dopoguerra di San Severo accennerà al …<<tragico problema della casa, della miseria, delle baracche dello ZIMOTERMICO, un  deposito di rifiuti organici di ogni sorta e poi utilizzato come rifugio di esseri umani e così al quartiere HOFFMANN e così a SAN BERNARDINO…>>La popolazione stremata dalla miseria, dalle malattie, dalla fame, ricorre a mille espedienti per sopravvivere. La disperazione porta ad occupazioni di terre e a compiere numerosi furti nelle campagne. Il 15 e il 16 luglio del 1946 San Severo fu teatro di scontri violentissimi tra i militanti del movimento denominato “L’UOMO QUALUNQUE”e militanti del sindacato. L’Uomo Qualunque in accordo con alcuni agrari assumeva la manodopera non tenendo in alcun conto le regole contenute nella Commissione Comunale Paritetica per l’avviamento al lavoro. Di fronte all’ennesima mancanza di rispetto delle regole del collocamento si innescò una rissa tra disoccupati e si verificarono scontri violenti in città con numerosi feriti. Il Governo si distinse per la brutale repressione dei tumulti inviando numerose forze dell’ordine. Sostiene l’on.MICHELE GALANTE che<<… le tensioni registratesi a San Severo non erano un fatto isolato. Per effetto della pesante situazione economica e della mancanza di lavoro le lotte bracciantili si andavano estendendo a macchia d’olio in tutta la Puglia, per richiedere o l’assegnazione di terre incolte e mal coltivate o l’imponibile di manodopera attraverso il principio del collocamento democratico>>.Sugli scontri e i tumulti di San Severo dove si era scatenata una <<guerra tra poveri>>e per la conseguente brutale repressione poliziesca,  presentò una interrogazione al Governo De Gasperi  il neo-Deputato Costituente RAFFAELE RECCA, eletto nel collegio Foggia-Bari con numerose preferenze dalle elettrici ed elettori della sua San Severo. Memorabile il suo discorso alla Camera dei Deputati del 20 luglio 1946 con il quale contestò apertamente il suo Governo amico e il sottosegretario di Stato, on. CORSI, che non aveva risposto a dovere ad una sua interrogazione. Ecco, in sintesi, il senso della sua replica: <<Sig. sottosegretario CORSI, lei non può fare della rabbia e dei disordini dei braccianti sanseveresi solo una questione di ordine pubblico. Vorrei sottolineare che quei comportamenti sono dettati da motivi di ordine socio-economico come la fame, la povertà, la disoccupazione e la mancanza di istruzione per molti miei concittadini che vivono ancora nei tuguri con famiglie numerose a carico. Non servono le cariche della polizia ma occorre costruire case popolari e delle necessarie opere pubbliche per dare lavoro a chi non lo ha mai avuto>>.

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