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Mai primarie con “la principessa abusiva”, il centrodestra regionale ha bisogno di un bravo psicologo.

Sono di queste ore le notizie di eventuali primarie del centrodestra a San Severo, esempio lampante del fallimento di alcuni dirigenti provinciali dei partiti che compongono la coalizione. 

Dirigenti a cui forse servirebbe un paio di occhiali dal momento che la miopia politica nel non riuscire a mettere a fuoco le amministrative del 26 maggio, per guardare già lontano alle loro regionali del 2020, potrebbe seriamente compromettere l’intera credibilità del centrodestra locale e di tutti gli esponenti che ne fanno parte. 

A fare da cornice al minestrone targato Bari l’eventuale candidatura della Presidente del Consiglio Comunale (in maggioranza e stampella di Miglio), Marianna Bocola, ex Democratici di Sinistra, ex Partito Socialista Italiano, Ex Partito Comunista, ex PD e Leghista per 15 giorni (non mi è ancora chiaro se sia tesserata lei o qualcun altro di egual cognome).

Che dopo aver girato a vuoto le porte di ogni coalizione, a partire proprio da quella di Miglio con cui si stava delineando un accordo fatto e finito, decide di porre fine al suo turismo politico per soggiornare in località Lega e centrodestra. 

Non trovo aggettivi qualificanti per descrivere la situazione, le primarie potrebbero e dovrebbe essere un momento per tenere alta la bandiera del centrodestra e farvi sintesi all’interno di esso, e invece divengono lo strumento per consegnare le chiavi della coalizione a trasformisti e abusivi politici che nulla hanno a che vedere con la destra locale, nazionale e MONDIALE. 

Non ci sono scusanti, si ponga fine all’egemonia sgradita delle truppe mercenarie che con fatica la nostra opposizione ha messo alla porta e che grazie ad alcuni soggetti sono rientrate dalla finestra. 

Se fossi nei panni dei consiglieri di opposizione mi sentirei leso nella mia dignità politica e morale. 

Non sono graditi principi e principesse abusive. 

“Se sono favorevole alle primarie dunque?”

Se mi dai 10 euro ti dico di sì. 

#VOTIAMOLIFUORI

Fabiola Florio

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