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Maria Teresa Infante, poetessa sanseverese che fa parlare il cuore e la Daunia

Poeti si nasce o si diventa? Il dilemma, trova la risposta della poetessa-scrittrice sanseverese, Maria Teresa Infante, nome importante a livello nazionale: “La mia ‘Poesia’ è nata da sola, circa 5 anni fa. È entrata senza chiedere ma credo abbia trovato la porta aperta. Com’è successo non saprei dirlo. Per caso, per gioco, per fatalità, so che mi sono trovata coinvolta senza accorgermene. Una poesia mai pensata o voluta, com’è giusto che sia, mai programmata o cercata, che nasce di getto, svelandosi con l’impeto imminente di un’esigenza improvvisa che non domanda, ma comanda. Come il soffio caldo dello scirocco della Daunia, invade, accarezza, graffia, sconvolge e poi scompare lasciando l’ebbrezza della sua vitale invadenza. Ti chiedi come sei entrata in quei reconditi nascondigli delle emozioni e che strada hai percorso per raggiungerti, ma sai che hai guardato con i suoi occhi ciò che non avresti altrimenti visto e non ti resta che aspettare il suo ritorno”. Maria Teresa Infante, nasce e vive a San Severo e non è mai andata via dalla sua terra, se non per brevi periodi: “Il sole del Tavoliere, i suoi silenziosi paesaggi che si estendono a vista d’occhio me li porto dentro; spazi immensi che ti fanno volare con il sesto senso: il tuo. Tutto questo mi appartiene, fa parte di me e scorre nelle mie vene ed è per questo che non saprei dire se ci sono momenti che ci plasmano in maniera particolare – aggiunge la poetessa – E, parlando e scrivendo di questo territorio, ho sempre portato a casa premi importanti”. Ma cosa ha influito maggiormente sulla sua formazione? Così la poetessa sanseverese: “Non saprei dare una risposta precisa, in quanto il nostro vissuto è la risultante di ogni attimo trascorso, nulla va sprecato, nulla è inutile, nulla avviene mai per caso. Siamo ciò che eravamo ieri e ciò che oggi siamo, ogni cosa ci rimane attaccata addosso e cresce insieme a noi, si avviluppa a noi come una seconda pelle, modificandosi con noi. Così come ogni cellula muore e si rigenera, lo stesso accade per la nostra interiorità: se c’è una nascita è perché prima c’è stata una morte e non il contrario. Quindi senza dolore non sarebbe possibile la stessa vita, dobbiamo solo imparare a metabolizzarlo ed edificare sulle sue macerie – evidenzia con enfasi, e continua – Ho incominciato a  farlo tra quegli stessi banchi di scuola, mentre le partite di volley mi hanno insegnato a vincere con umiltà ed a perdere con dignità. Ho esultato andando a stringere la mano all’avversario ed ho pianto nascondendo le lacrime. Lo sport è stato la mia strada, la mia palestra, il mio microcosmo in cui sono nate amicizie vere e durature negli anni”. Maria Teresa Infante ha all’attivo 3 pubblicazioni: due sillogi poetiche, “Quando parlerai di me” nel ‘12, dal titolo emblematico, rivolto a chi guarda senza vedere, una denuncia alla superficialità che ci circonda. “C’è sempre una ragione”, invece, viene pubblicato nel ‘14, un silenzio di due anni voluto, per continuare ad ascoltare le voci interiori in continua crescita e poi, sempre nel ‘14 e un’antologia poetica e letteraria: “Ciò che Caino non sa/ la tela di Penelope”, che prende il nome dal gruppo “facebook” da lei ideato ed amministrato, per sensibilizzare contro la violenza verso le donne. Questo progetto alla cui stesura del primo volume hanno aderito 77 autori, prevede una trilogia ed già in via di lavorazione il secondo volume che sarà pubblicato sempre a novembre. Alcune sue poesie sono state tradotte in Serbia nel ‘13 nella rivista letteraria Majdan. Pubblica articoli d’interesse generale nella pagina “Itinere” in Verbumlandi-Art , presidente Regina Resta, e nel blog giornalistico “l’Oceano nell’anima” , presidente Massimo Massa. In uscita le sue due prime pubblicazioni da editor, oltre alla curatela dei suoi due ultimi libri. Ha partecipato ad eventi letterari e reading poetici e ha fatto parte della giuria di vari concorsi poetici. Il 4 ottobre ‘14, a Lugano, è stata insignita dall’Universum Academy Switzerland, della nomina di “ambasciatrice di pace”. Il 10 luglio, insieme ad Elisabetta Bagli, poetessa e ambasciatrice culturale di Spagna ha dato vita a un incontro artistico a Roma, nella sede dell’eCampus: “Poeti a Roma”. Le due ambasciatrici sono stata coadiuvate da Massimo Massa, Irma Panova, Angelo Giustini, Donato Mancini, e Andrea Leonelli. L’evento ha visto la partecipazione di artisti ad ampio respiro culturale. Sta lavorando ad una nuova silloge poetica ed alla stesura del suo primo romanzo.

                                         Beniamino PASCALE

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