Marina di Lesina: Sequestro del porticciolo e protesta dei diportisti

“È stata colpita la nostra economia turistica”, dichiarano alcuni diportisti attraverso una pubblica protesta dopo il sequestro del porto di Marina. Di Lesina.
Gli operatori, insieme ai cittadini, anch’essi molto amareggiati, hanno reagito con una manifestazione pacifica contro il provvedimento che ha bloccato parte del molo, nonché chiedendo delucidazioni in merito, dato che la stagione estiva rischia di essere ormai compromessa.
L’oggetto del sequestro disposto dall’Ufficio Marittimo Circondariale di Vieste, e che riguarda circa 50 mq di area demaniale, è l’unico punto di attracco per pescatori, imbarcazioni private e gommoni della Guardia Costiera.
Si tratta di 2 pontili galleggianti, 4 strutture in legno con relative scalette per l’imbarco e sbarco delle persone, e passerelle in legno.
Il provvedimento, arrivato nel periodo vacanziero, dopo la prima decade di agosto, ha dunque sollevato reazioni di rabbia e amarezza, condivise sulle pagine social, sia tra i cittadini, che soprattutto tra gli operatori di Marina di Lesina, ovvero quelli costretti a chiudere la propria attività di diportisti per accompagnare i turisti alle vicine Isole Tremiti.
La denuncia è arrivata anche da Rita MONTRONE, Commissario Capo della Polizia di Stato in quiescenza, oggi Presidente dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato – sezione provinciale di Foggia e Vice Presidente Assoarma Foggia.
“Serve un porto sicuro e regolare; non infrastrutture precarie, ma un progetto vero per il futuro del territorio. Dall’11 agosto, infatti, una parte del porticciolo, punto di attracco per pescatori, imbarcazioni private e persino per il gommone della Capitaneria di porto, è stata recintata e posta sotto sequestro penale. Una misura che ha trasformato quella che doveva essere una stagione di rilancio in un periodo segnato da
difficoltà e abbandono.
Agosto, mese di turismo estivo e di collegamenti con le Tremiti, si trasforma in uno spartiacque doloroso. Mentre la cittadinanza aspetta segnali di vita e vocazione turistica, si trova invece di fronte a un simbolo di abbandono e impedimento fisico di attività”, ha dichiarato a FoggiaToday Rita MONTRONE, chiedendo un tavolo operativo per il futuro tra Comune, Prefettura, Capitaneria e associazioni locali, con un coordinamento stabile che consenta soluzioni partecipate ed efficaci.
“Occorre investire in un progetto portuale regolare, sicuro e funzionale, rispettoso del paesaggio unico che separa il mare dalla laguna di Lesina. Basta con le infrastrutture precarie, serve una visione capace di cambiare il destino del territorio”, conclude Rita MONTRONE.



