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Marino: “Riuscirà Francesco a cambiare passo?”

Non entrò nelle polemiche politiche dei giorni scorsi in città, non faccio da tempo politica attiva locale e non mi pare giusto entrare in questa che a me sembra troppo politichese . Tuttavia, non posso esimermi dal porre alcune questioni aperte che in questi tempi in cui la curva pandemica é scesa, infatti, in Italia siamo ripartiti, nella nostra provincia e naturalmente qui da noi la ripresa, ancora, non si intravede con nettezza.

Perciò ritengo che San Severo ha bisogno di un governo capace di far scattare un sentimento più profondo , non basta solo riparare le buche, o tenere un accettabile decoro urbano e la città pulita ( cosa che si fa poco e male), si tratta di ricucire le ferite sociali aggravate dalla pandemia,tuttavia, però, allo stesso tempo, bisogna essere capaci di suscitare quel l’orgoglio sanseverese che ci può portare fuori dal guado.

I cittadini devono essere partecipi di una grande sfida , insieme agli amministratori, devono sin da ora avere la capacità di ridisegnare le priorità e gli scenari del
prossimo futuro, senza indugiare su poltrone e partiti oramai solo personali e che non hanno molta sintonia proprio con i bisogni dei cittadini che dicono di voler rappresentare. Serve la lungimiranza di fare come abbiamo fatto per il Paese cambiando passo con Draghi e dopo pochi mesi i numeri del DEF ci dicono di un crescita del PIL del 6% , un dato economico così positivo che mancava da più di cinquant’anni, abbiamo vaccinato l’80% della popolazione e si prevede un posizionamento positivo dell’Italia se riesce a spendere bene 208 miliardi che ci arriveranno dall’Europa.

Con le dovute proporzioni dobbiamo dire non c’è un Draghi a San Severo, però occorre una guida che abbia una visione in sintonia con l’impostazione di super Mario : capace autorevole, condivisa dai i propri cittadini, leggendone bisogni ed individuandone il futuro. Siamo dentro un tempo in cui se non si esplica al meglio la governabilità, scivoleremo negli abissi, insieme la nostra amata San Severo, accerchiati dalla criminalità e da un menefreghismo che mette al bando ogni visione della città futura.

Ecco perché, non possiamo restare fuori dal PNRR e dalle risorse europee che potranno più o meno arrivare se la qualità delle nostre progettualità, saranno all’altezza di ciò che ci chiede l’Europa: dalla transizione ecologica alla digitalizzazione. Riproponendo le nostre identità dentro lo sviluppo di una agricoltura di precisione, in grado di aumentare la qualità e le quantità dei nostri prodotti, consumando meno suolo. Consumarne meno significa anche rivitalizzare il centro cittadino e anche attraverso il super bonus edilizio mettere a nuovo la città e ridisegnarne le funzioni rendendola più sostenibile , contribuendo a politiche energetiche per tutelare il clima e abbassare le attuali emissioni , dovute al traffico cittadino il più delle volte inutile e non contrastato da politiche per contenere i consumi di energia non green.

Per raggiungere questi obiettivi ci vuole più impegno e determinazione e più coesione amministrativa. I segnali politici di questi giorni non hanno colto questa necessità.

Riuscirà Francesco a cambiare passo, spegnere le polemiche e lavorare solo per la città?

Glielo auguro, a lui e sopratutto a noi concittadini. Urge, però, un cambio di passo notevole in più di un settore, non é più tempo di tirare a campare, non solo per la politica, ma sopratutto per dirigenti per nulla produttivi,incapaci persino di partecipare ad un bando a tasso zero per gli impianti sportivi,mentre ad Apricena e in altri comuni della nostra provincia arrivano milioni di finanziamenti.

C’è un lungo elenco che attende soluzioni a gestioni inefficienti: dal verde, ai rifiuti, dalla mancanza di una visione della città per i prossimi anni .

La città non può più stare ferma, siamo alla campanella dell’ultimo giro per tutti quelli che hanno a cuore le sorti della città. Credo che é giunto il tempo per un nuovo protagonismo civico che deve diventare il cuore programmatico del futuro di San Severo.

 

Dino Marino

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