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MARIO CARLI “IL FUTURISTA DI SAN SEVERO”

di MARIO BOCOLA

Contemporanea all’esperienza dei poeti crepuscolari (GUIDO GOZZANO, MARINO MORETTI, SERGIO CORAZZINI), nel primo ventennio del’ 900 si sviluppa un altro movimento destinato a suscitare una vasta eco nella cultura italiana ed europea. Si tratta del FUTURISMO, una scuola di pensiero nata dall’idea di FILIPPO TOMMASO MARINETTI, incentrata sulla tensione vitalistico-eroica, l’esaltazione dell’energia irrazionale, delle forme materiali, istintive della vita, il disprezzo del pericolo, fino ad arrivare all’eccesso della violenza e della guerra, come “sola igiene del mondo”. Alla corrente letteraria di Marinetti approdò anche MARIO CARLI, soprannominato il Futurista di San Severo, personaggio poco noto nell’ambito locale, riscoperto da qualche tempo. CARLI, nacque a San Severo il 30 dicembre 1888, in una casa situata sul viale della Stazione (oggi Viale G. Matteotti) da ENEA CARLI, capostazione della nostra città e da LUISA PICCIARELLI. Ben presto, all’età di 10-11 anni Carli lasciò San Severo per trasferirsi a Roma È nella Città Eterna che si forma la personalità entrando in contatto con l’ambiente culturale di quel periodo. Già nel manifesto “La Scienza futurista”, apparso su “L’Italia futurista” del 15 giugno 1916, compare la firma di Mario Carli, testimonianza probante della sua piena adesione al Futurismo. Attratto da una cultura tipicamente classicista (nella sua prima opera “Alessandro ed Elena”, idillio greco, dai toni barbari del Carducci), nel 1909, matura la svolta, che precluderà alla corrente marinettiana: legge gli autori moderni BAUDELAIRE, NOVALIS, D’ANNUNZIO e compone l’opera in prosa “Le seduzioni”. Con GABRIELE D’ANNUNZIO, Mario Carli avrà un rapporto altalenante, di alti e bassi, soprattutto influenzato dalla produzione letteraria del poeta pescarese. Collabora a diverse riviste “L’impero”, “La difesa dell’arte” e “L’Italia futurista”, “Il Centauro”, “Roma futurista” (dove sarà anche Direttore). Del 1915 sono i romanzi “Il Barbaro” e “Retroscena”, due opere che mettono in risalto il talento artistico e letterario del nostro autore. Mario Carli fu tra coloro che sollecitarono l’intervento dell’Italia nella I guerra mondiale (ossia tra gli interventisti) e vide di buon occhio la nascita del Fascismo, la creazione dei Fasci di combattimento, l’ascesa di Mussolini anche se in un secondo momento se ne distaccò perché il Futurismo non era riuscito ad imporre le sue tendenze letterarie ed artistiche. Del 1919 è la stesura del romanzo “Con D’Annunzio a Fiume”, a ricordo dell’ardimentosa impresa dello scrittore abruzzese. Tra le altre sue opere ricordiamo “Arditismo” e “L’Italiano di Mussolini” del 1930. Mario Carli muore di ritorno da un viaggio da Salonicco il 9 settembre 1935.  Si tratta di un personaggio cardine, per capire, appieno il significato del Movimento futurista, la sua evoluzione e le sue angolature letterarie ed artistiche: un “sanseverese” di adozione (a parte la sua ideologia politica), giunto ai vertici della cultura nazionale, che oggi deve incitarci a far lievitare la promozione culturale della nostra città.

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