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Masucci: “Sul depotenziamento dell’ospedale di San Severo pesano anni di scelte politiche sbagliate”

“Non è solo carenza di medici: serve una strategia seria per il diritto alla salute nell’Alto Tavoliere”

Torna al centro del dibattito cittadino la questione del depotenziamento dell’ospedale “Masselli-Mascia” di San Severo, tema che da anni alimenta preoccupazione e proteste tra cittadini e operatori sanitari.
A intervenire è Angelo Masucci, che con un comunicato stampa denuncia con forza le cause profonde del progressivo ridimensionamento del presidio ospedaliero.

«Per anni – dichiara Masucci – ci hanno raccontato che il problema dell’ospedale di San Severo fosse semplicemente la carenza di personale medico. Ma la realtà è ben più complessa e riguarda una strategia sanitaria debole e frammentata, che negli anni ha finito per indebolire uno dei presidi più importanti dell’Alto Tavoliere».

Masucci sottolinea come, nonostante la struttura sia formalmente classificata come ospedale di primo livello, venga “trattata di fatto come una struttura di serie B”, penalizzata a vantaggio di territori “storicamente politicamente più forti”.

«Non si tratta solo di organici ridotti e reparti in difficoltà – aggiunge – ma di programmazione carente, investimenti discontinui e scelte politiche sbagliate che hanno prodotto un progressivo depotenziamento. Questo territorio non può e non deve più essere considerato marginale nelle scelte sanitarie regionali».

Per Masucci, la strada da seguire è chiara: serve una strategia di rilancio stabile e concreta, accompagnata da risorse adeguate e un riequilibrio territoriale che rimetta San Severo e l’Alto Tavoliere al centro delle politiche sanitarie pugliesi.

«Serve una voce libera dalle logiche della vecchia politica e dagli equilibri interni ai partiti – conclude – capace di difendere il diritto alla salute dei cittadini senza compromessi. San Severo non chiede favori, chiede giustizia sanitaria».

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