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Materazzi e Conte, dalla Puglia alla gloria

Calciatori si nasce, ma solamente con l’allenamento si diventa campioni. Lo sanno molto bene vari giocatori nati nel Sud Italia, uno dei luoghi più virtuosi del nostro Paese, dove il calcio è gioco di strada, ma anche cultura popolare. Nella regione Puglia sono nati vari calciatori capaci di fare la storia anche con la Nazionale italiana o con i loro club. Due tra loro, entrambi nati a Lecce, meritano però una menzione speciale. Si tratta di Marco Materazzi e Antonio Conte, i quali hanno ottenuto tutti i loro successi grazie al lavoro e alla dedizione.

Un guerriero dai piedi buoni, la grande storia di Marco Materazzi

Nato nella città salentina nel 1973 dal padre Giuseppe, che in quel momento allenava proprio il Lecce, Materazzi ha intrapreso la formazione vera e propria nelle giovanili della Lazio, e la sua crescita è stata molto graduale, per non dire lenta. Forte fisicamente e dotato di un sinistro importante, ha approfittato delle sue abilità atletiche per spiccare come un solido centrale difensivo. La sua caparbietà gli è valsa un tardivo ma importante riconoscimento ai piani alti del calcio nostrano. Con il Perugia, infatti, Materazzi realizzò ben 12 reti in una stagione, record che ancora oggi resiste e nessun difensore di oggi è minimamente in grado di scalfire anche per quanto ci confermano le quote delle scommesse sulla Serie A italiana relative ai goleador. Le sue grandi stagioni in Umbria lo lanciarono in orbita, stimolando così l’interesse dell’Inter, che decise di ingaggiarlo nell’estate del 2001. In pochi avrebbero immaginato che il difensore nato a Lecce si sarebbe imposto in nerazzurro come un autentico leader, diventando un simbolo dell’interismo per ben dieci anni ed entrando nella storia per aver fatto parte della rosa vincitrice dello storico triplete del 2010. Autore di un goal storico per l’Italia nella finale del Mondiale 2006 contro la Francia, finale poi vinta ai rigori, Materazzi è anche un eroe nazionale, essendo diventato un grande protagonista in occasione del trionfo planetario di Berlino.

Grande giocatore, ottimo allenatore, la parabola di Antonio Conte

Anch’egli nato in quel di Lecce, ma nel 1969, Antonio Conte è cresciuto come un centrocampista generoso e mai domo, diventando così un mediano di quantità ma anche capace di inserirsi per goal importanti. Simbolo della Juventus, squadra della quale è stato capitano, il centrocampista pugliese è stato capace di vincere con la maglia bianconera sia da giocatore sia da allenatore. Dopo aver alzato al cielo anche l’ultima Champions League dei piemontesi, datata maggio 1996, Conte è stato prima il leader durante il passaggio di consegne tra Lippi e Capello e poi si è dedicato alla carriera da tecnico. Tornato a Torino nell’estate del 2011, il leccese si è reso protagonista della storica rinascita bianconera, facendo vincere alla Juve ben tre campionati nazionali consecutivi. Grintoso e accortissimo dal punto di vista tattico, Conte è stato anche in grado di ridare lustro alla Nazionale italiana, con la quale realizzò nel 2016 un europeo straordinario per risultati, gioco e passione generata nei tifosi di tutto lo Stivale.

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