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MATTEO ANTONACCI: “TI PREGO, AMORE, NON SPODESTARMI DAL MIO DIVANO” LIBRO D’AUTORE

Matteo Antonacci è a San Marco in Lamis, città materna un piccolo paesino di montagna nella provincia di Foggia; ma havissuto, sempre nella provincia di Foggia, a San Severo, città paterna, città d’arte dai “mille colori” dove risiede la sua anima, dove ha passato tutta la sua infanzia fino a gran parte dell’età adulta.

Sin da piccolo ha avuto una propensione più verso lo sport che lo studio, è stato sempre riluttante alla scuola e ai “sistemi scolastici”, Matteo preferiva la strada e due calci ad un pallone, piuttosto che fare compiti e rincorrere voti.

Con il passar del tempo Matteo scoprì di essere molto più affine verso le materie umanistiche  soprattutto in relazione alla sua attuale professione di “Operatore Socio Sanitario”. In lui cresceva, infatti, sempre di più l’esigenza di assecondare il suo spirito contribuendo alla sua elevazione attraverso la lettura  soprattutto di libri classici, storici, filosofici e psicologici.

Nacque l’esigenza impellente di rendere  concreti i suoi pensieri esprimendo come una catarsi il suo mondo interiore sensibileattraverso la scrittura.

E’così da quel miscuglio di emozioni ascoltando la voce della sua anima, Matteo Antonacci presenta il suo nuovo lavoro: TI PREGO, AMORE, NON SPODESTARMI DAL MIO DIVANO. Un libro di poesie e pensieri liberi, che tratta temi esistenziali, sociali, senza tralasciare l’amore, tenta di forgiare in noi una libertà di pensiero e di espressione, senza delegare a terzi, pensieri e decisioni fondamentali per la nostra esistenza, che altro non farebbero che contribuire al nostro degrado spirituale.

L’immagine di copertina è un quadro di una grande amica e artista siciliana, Monica Cristaldi, che vive e lavora alle sue opere a Milano. L’immagine è una scena onirica, dove due individui si trovano al centro di una stanza ideale, circondati da strumenti musicali e un camino che riscalda la scena; completamente immersi in un’altra dimensione, al di fuori da ogni realtà quotidiana. I due individui risultano essere “senza espressione”, e ciò sta ad indicare che c’è qualcosa di molto più importante, che va contemplato oltre i loro tratti somatici: la loro anima. Associo al titolo della mia opera questa immagine perché, innanzitutto, essa attraverso l’amore rappresenta un risveglio spirituale, una presa di coscienza di sé, che può avvenire inizialmente attraverso una visione, un sogno, e poi, perché no, concretizzarsi nella realtà attraverso le cose che ci circondano e ci amano.

Questo libro rispecchia l’animo umano legato a quella libertà di dar voce ai propri pensieri senza il timore di un mondo a volte puro, a volte marcio. Essere ciò che si è nell’espressione spirituale più elevata.

Complimenti allo scrittore Matteo Antonacci con l’augurio di poter realizzare altri lavori dettati dalla propria anima.

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