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MAXI FRODE FISCALE: INDAGATE 108 PERSONE E 81 SOCIETÀ DI CAPITANATA, CALABRIA E CAMPANIA

L’Editoriale di Desio CRISTALLI

Per offrire ai nostri Lettori quanto più possibile di ciò che riguarda la nostra terra nel rispetto della territorialità delle due testate GAZZETTA (settimanale cartaceo e quotidiano on line) ci aggiorniamo costantemente su quel che accade anche al di fuori dei nostri confini. Ed ecco infatti l’ultima sorpresa che arriva dal nord Italia! Le indagini principali di una vastissima operazione anticrimine sono state curate da 350 unità tra Carabinieri e Finanzieri dei Comandi provinciali di Reggio Emilia, che hanno scoperto una maxi frode fiscale con diramazioni in TRE parti d’Italia messa in piedi da tempo da un ‘esercito criminale’ di ben 108 persone (tra cui parecchi professionisti!) e che vede coinvolte addirittura 81 società. L’impianto accusatorio relativo a questa operazione, denominata CAMPO MINATO, documenta che il grosso dell’organizzazione criminale in questione riguarda un nutrito gruppo di pregiudicati e incensurati (taciuti i nomi perché evidentemente le indagini non sono ancora completate), manco a dirlo, della CAPITANATA, della zona calabrese di Cutro e della Campania. Sono state eseguite una serie di misure cautelari, ordinanze di custodia in carcere, arresti domiciliari, obblighi di dimora, misure interdittive con arresti in flagranza e sequestro di stupefacenti, preziosi e tanti altri valori. Le condotte usate dalla vasta organizzazione criminale e scoperte dai militari dell’Arma e della Guardia di Finanza sono emerse dopo complesse indagini in un tessuto economico sparso per l’Italia. Come in Calabria e Campania, in PROVINCIA DI FOGGIA sono stati individuati agganci di vario genere di questo ‘business criminale’ che ribadisce quanto ci sia ancora tanto da ripulire in CAPITANATA (e dunque anche nell’Alto Tavoliere…) per emissione a caterve di fatture false e reati tributari di società esistenti e/o inesistenti, nelle prestazioni di servizi inquinati dalla malavita, nella cantieristica, nella manutenzione di macchinari industriali, noleggio di autovetture e commercio all’ingrosso di vario genere. Oltre ai reati fiscali gli indagati hanno commesso numerosi altri delitti: estorsione, riciclaggio di proventi illecitamente ottenuti, bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni pubbliche ed appropriazioni indebite. Insomma ‘cosette’ da COSA NOSTRA! Nel corso delle investigazioni, tanto per non farsi mancare nulla, è stato ricostruito anche un corposo sistema di riciclaggio di danaro internazionale. Ancora una volta, dunque, nostri conterranei di CAPITANATA mostrano la loro faccia peggiore, disastrando ancora di più l’opinione che – ERRONEAMENTE! – gli altri si fanno della nostra terra. E noi cocciutamente continuiamo a ripetere che chi vive da queste parti è GENTE PERBENE che subisce una INGIUSTA NOMÈA per colpa di una sparuta minoranza sempre in passerella per violare quotidianamente…TUTTE LE LEGGI POSSIBILI!

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