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MEMORIA E RICORDO: PERCORSI DI STORIA E UMANITÀ

Nel pomeriggio di sabato 7 febbraio scorso, si è tenuta a Foggia, presso la sede della Sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, una manifestazione attraverso storia, musica, arte e riferimenti letterari, avente come tema i tragici avvenimenti, quello dell’Olocausto e quello delle Foibe, quest’ultimo proprio a ridosso della ricorrenza del GIORNO DEL RICORDO, egregiamente organizzata dalla Presidente della Sezione, prof.ssa MARIA TELLA, nell’ambito di un programma di incontri su tematiche storico-culturali di ampio respiro. L’evento, a cui ha preso parte un ampio pubblico, ha inteso ripercorrere i dolorosi accadimenti che hanno macchiato indelebilmente il Novecento, il così detto “secolo delle ideologie”, ed ha visto la partecipazione, come relatore, per la parte storica, il sanseverese FRANCESCO GIANNUBILO, opinionista e cultore di studi storico-politici dell’età contemporanea. La documentata relazione di GIANNUBILO, dal medesimo sottotitolata “Genocidi del Novecento”, intervallatasi tra un intermezzo musicale e citazioni letterarie, al di là delle laceranti suggestioni che il titolo della manifestazione suggeriva, ha inteso analizzare dapprima la natura e le cause del genocidio del popolo ebraico-Auschwitz, il nome simbolo del male, è diventato il “buco nero” che ha risucchiato tutto il Novecento – attraverso un più oculato esame dell’essenza stessa del nazismo, la cui genesi – ha evidenziato l’illustre relatore – affondava le sue radici in ambiti esoterici ed occultistici sussistenti in Germania già da decenni prima. L’antisemitismo, frutto della dottrina razziale, portò allo sterminio degli ebrei nell’ambito del Reich, soprattutto dopo la conquista dei territori ad Est, con la “soluzione finale”, il cui risultato fu l’omicidio di massa di SEI MILIONI DI EBREI. Gli eccidi slavo-comunisti, per mano delle orde partigiane di TITO, con la connivenza dell’allora PCI, per lungo tempo oscurati dalla storiografia ufficiale e venuti a galla nella spietata, sanguinosa realtà delle foibe solo dopo l’istituzione con legge della ricorrenza in questione, hanno coinvolto ventimila italiani di Fiume, Trieste, Istria e Dalmazia, i quali attendono ancora giustizia. Le conclusioni hanno riguardato l’analisi delle analogie e delle differenze fra i due atti di sterminio.

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