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Mense ospedaliere: L’USB chiede l’annullamento del bando e l’internalizzazione del servizio.

Gara per la gestione delle mense ospedaliere; incongruenze gravi, richiesta di annullamento del bando e contestuale internalizzazione del servizio.

L’esecutivo reg.le USB Lavoro Privato – Puglia Francesco Rizzo, questa mattina ha diramato una nota stampa  nella quale chiede l’annullamento del bando  e l’immediata internalizzazione del servizio:

“Il 22 dicembre 2021, la Società in House della Regione Puglia, InnovaPuglia, pubblica il bando di gara per l’affidamento del “Servizio di ristorazione ai degenti, ai pazienti ricoverati presso gli ospedali e le strutture di tutte le aziende sanitarie della Regione”; un bando che, a differenza di quello pubblicato nel 2017, non è più unico regionale ma ha diviso il territorio regionale in 6 (sei) lotti.
Da un’attenta lettura dello stesso abbiamo riscontrato delle gravi anomalie e incongruenze che rischiano di creare un vero massacro sociale per i/le Lavoratori/trici che attualmente operano nella ristorazione ospedaliera oltre che ad un completo peggioramento del servizio offerto a quanti sono costretti a giornate di degenze nei vari Presidi Ospedalieri della Regione Puglia.
Ne abbiamo individuate (anomalie ed incongruenze) almeno tre che appresso indichiamo:
– INIDONEITA’ DELLE ATTUALI CUCINE OSPEDALIERE; il bando in oggetto, prevede la chiusura della maggior parte delle attuali cucine ospedaliere (ne rimangono aperte solo 6 in tutta la Regione) ma sappiamo che ad oggi tutte le cucine ospedaliere sono funzionanti e non ci spieghiamo il motivo per cui, secondo il bando, sono diventate, tutt’ad un tratto, tutte inagibili.
E sono diventate “inagibili”, tout court, anche le cucine che nel vecchio bando erano “agibili” (come ad esempio la cucina ospedaliera del Riuniti di Foggia);
– CENTRO UNICO DI COTTURA; nel bando non vi sono paletti all’ubicazione del centro cottura (potremmo ipotizzare che se un’azienda riuscisse ad aggiudicarsi il massimo dei 4 lotti consentiti, potrebbe tranquillamente utilizzare un unico centro di cottura per tutti e quattro i lotti con tutti i disagi conseguenti, oltre al massacro che si farebbe dei Lavoratori, in termini soprattutto di qualità e genuinità;
– CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA; nel bando è prevista la clausola di salvaguardia occupazionale ma se la stessa non è quantificabile stiamo parlando di aria fritta. Nel bando, infatti, non siamo riusciti a trovare i numeri degli attuali addetti al servizio e non capiamo come possano le aziende partecipanti al bando di gara conoscere i costi del personale (che, comunque, dovrebbero essere parte integrante del bando) quando non si ha contezza del numero degli addetti aventi diritto alla clausola di salvaguardia e quantificare l’offerta. Certo che ci viene il dubbio (diventato, ormai, certezza) che il tutto è propedeutico ad avere un costo del personale cucito addosso alle nostre due precedenti osservazioni e cioè che un centro unico di cottura (soprattutto se unico per più lotti) ha bisogno di molto meno personale e il tipo di cottura che si adotterà potrebbe richiedere ancora meno personale addetto.
Per tutto quanto sopra, la scrivente chiede l’immediato annullamento della gara in oggetto (anche in autotutela) e l’inizio di un percorso che porti alla internalizzazione del servizio.”

p. Esecutivo reg.le USB Lavoro Privato – Puglia Francesco Rizzo

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