Comunicati

MIEAC: “SOCIAL NETWORK? IMPARIAMO A BARCAMENARCI TRA REALTÀ E FINZIONE”

Si è chiuso, da qualche giorno, il ciclo di incontri “Generazioni connesse”. L’iniziativa promossa dal MIEAC (Movimento Impegno Educativo di Azione Cattolica) in collaborazione con la Diocesi e con gli Istituti di Istruzione Superiore della nostra città, ha coinvolto un foltissimo ed attento gruppo di studenti e di docenti. Si sono susseguiti, come relatori, l’avv. MASSIMILIANO ARENA, del Foro di Foggia, la psicologa dr.ssa PATRIZIA PROCOPIO e la dott.ssa SARA MASCOLO, psicologa e psicoterapeuta. Con competenza ed abilità professionale, essi sono riusciti a trasformare gli studenti presenti da uditori a protagonisti degli incontri culturali, attraverso un dibattito vivace ed interattivo. I social network, hanno sottolineato i relatori, rispondono certamente a quell’ancestrale bisogno che ha l’uomo di “comunicare”, di mettersi in relazione. Sono una nuova forma di agorà, una “agorà virtuale” dove però conta più l’apparire che l’essere, più la quantità di “consensi” o meglio di “like”, che la qualità delle argomentazioni. In questa “piazza virtuale” ci si dà un “tono”, si può anche mentire per far apparire la propria vita migliore di quanto non sia, si può anche diventare violenti, perché anonimi, o vittime di violenza, derisi e perseguitati in anonimato. Il web è uno strumento e come tale amplifica tutto. Il fenomeno del bullismo diventa cyber aggravando le conseguenze, perché le relazioni virtuali sono molto diverse da quelle reali.
WhatsApp, facebook, twitter, instagram: ma…quanto c’è di vero in quello che quotidianamente mostriamo sul web? Le foto dei nostri profili che ci mostrano sempre belli, felici, al top, esprimono veramente chi siamo o coprono la nostra fragilità, le nostre insicurezze, la nostra solitudine e il bisogno inespresso di relazioni autentiche riscaldate da amicizia ed amore? Ormai i mille volti della dipendenza da Internet e da social network, mettono davanti agli occhi degli adulti, genitori, insegnanti ed educatori in genere, nuove forme di “dipendenze patologiche” che hanno allertato gli stessi medici e attivato al ‘Policlinico Gemelli’ di Roma il primo ambulatorio per chi “sempre connesso” perde il contatto con la realtà.
Per il MIEAC
prof.ssa CONCETTA PACENTRA

Altri articoli

Back to top button