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Militare di San Severo cieco dopo il vaccino Pfizer: svolta ufficiale sul nesso causale

È stato ufficialmente riconosciuto il nesso causale tra la somministrazione del vaccino anti-Covid Comirnaty di Pfizer e la grave disabilità riportata da un giovane militare di carriera originario di San Severo. Il ragazzo, all’epoca ventiquattrenne e in perfette condizioni di salute prima della vaccinazione obbligatoria, ha sviluppato gravi complicanze neurologiche culminate in una trombosi cerebrale che lo ha reso cieco.

La Commissione Medica Militare di Bari ha accertato all’unanimità il legame causale, attribuendo al vaccino un ruolo “concausale preponderante” nell’insorgenza della patologia, collocata nella categoria più grave prevista dalle tabelle ministeriali. Un pronunciamento che apre ora la strada a nuove e rilevanti richieste risarcitorie.

«Dopo la prima dose – spiega l’avvocato Gianluca Ottaviano, legale del militare – il giovane manifestò i primi disturbi neurologici, inizialmente liquidati come problemi cervicali dall’ospedale di Treviso. La seconda dose ha invece scatenato una gravissima trombosi dei seni cavernosi, complicata da ipertensione endocranica e neuropatia ottica bilaterale. È sopravvissuto per miracolo, ma oggi convive con recidive tromboemboliche ed è completamente cieco».

Nonostante la vaccinazione fosse obbligatoria per il personale in servizio, l’Esercito ha successivamente riformato il militare per inidoneità, interrompendone bruscamente la carriera. Da quel momento è iniziato un lungo e complesso percorso giudiziario e amministrativo per il riconoscimento dei suoi diritti.

«Abbiamo impugnato il verbale INPS che gli riconosceva un’invalidità del 75% – prosegue l’avvocato – e il Tribunale, tramite consulente tecnico d’ufficio, ha stabilito l’invalidità totale al 100% con indennità di accompagnamento. Successivamente è stata presentata l’istanza di indennizzo ai sensi della legge 210/92 per danni da vaccinazione. Dopo oltre tre anni e mezzo di attesa è finalmente arrivato il parere della Commissione Medica Militare di Bari».

Alla luce di questo riconoscimento, il legale annuncia ora l’avvio delle azioni per il risarcimento dei danni, necessari a coprire i bisogni permanenti dell’ex militare: cure continue per le patologie trombotiche recidivanti, supporti per la cecità irreversibile, assistenza quotidiana e adeguate indennità legate all’invalidità totale con accompagnamento. A ciò si aggiungono ulteriori indennizzi previsti dalla legge 210/92 e il risarcimento per la perdita della carriera militare.

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