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MONUMENTO AI CADUTI PER LA PATRIA: RESTITUIRE DIGNITA’ ALLA MEMORIA

di GIUSEPPE CLEMENTE

La lunga giornata di cortei, sfilate, rassegne e retorica che segnò l’inaugurazione del monumento ai Caduti di San Severo (30 settembre 1923) era ufficialmente terminata, ma il cerimoniale prevedeva ancora un momento molto significativo. Il Comitato che aveva raccolto i fondi per la realizzazione del monumento e il sindaco della città DONATO CURTOTTI, si recarono a Palazzo Celestini e in una ristretta riunione portarono a termine l’ultimo atto solenne: affidare alla città e, per essa al sindaco, il monumento ai Caduti di AMLETO CATALDI. Nel verbale che venne redatto e sottoscritto da tutti i presenti, CURTOTTI dichiarò di prenderlo in consegna, in nome e per conto del Comune, assicurando «che la cittadinanza ne sarà il vigile custode». Si voleva così dare inizio al culto della memoria, foscolianamente inteso, che non solo rispettasse i sentimenti e il dolore di tanti suoi figli, ma che suscitasse anche nella gente un vivo senso di cittadinanza e di solidarietà. Nel corso di circa un secolo il Comune ha assolto dignitosamente l’impegno. Negli ultimi tempi, però, da quando Piazza Allegato, trasformata nella sua struttura, è divenuta un piacevole “salotto” per la gente che l’affolla, soprattutto nelle calde serate estive, il sacro Monumento ai Caduti è stato sottoposto a inqualificabili oltraggi. Si è visto di tutto: ragazzini arrampicarsi fin sulle spalle del “guerriero”, passare in mezzo alle sue gambe, legare palloncini colorati alle sue parti intime, e altro ancora. Il monumento si trasformava in un surreale albero di Natale, che invece di palline colorate aveva attaccati tanti monelli, il tutto mentre i genitori che li accompagnavano, seduti sulle panchine, continuavano tranquillamente a godere la frescura della sera. E c’è di più: nel momento in cui indignato, o meglio incazzato nero, fotografavo lo sconcio per sollecitare un urgente intervento dell’Amministrazione comunale, una mamma, che conosco di vista, mi si è avvicinata e mi ha chiesto che le inviassi qualche foto per WhatsApp, perché arrampicato sul monumento c’era anche suo figlio. Confesso che assai spesso la sera, quando rientravo a casa, evitavo di fare quella strada, mi faceva tanto male assistere impotente all’oltraggio della memoria di tanti giovani che avevano sacrificato i loro vent’anni alla Patria, di ognuno dei quali avevo restituito alla comunità i nomi e gli ultimi terribili istanti della loro vita. Per porre fine al vergognoso assalto al Monumento che si ripete puntualmente ogni estate, il CRD Storia di Capitanata ha sollecitato vari componenti della pubblica Amministrazione a ripristinare la recinzione che fino a qualche decennio fa lo proteggeva. Finalmente il momento è giunto. Qualche giorno fa, alla fine dei lavori di ripristino della piazza, la pregevole opera eretta a memoria dei Caduti di San Severo nella Grande Guerra è stata recintata. Non so se basterà a evitare “l’assalto estivo”, sono sicuro, però, che se alla ringhiera nelle ore critiche si aggiungesse anche la sorveglianza delle forze dell’ordine i “nostri” Caduti riposerebbero veramente in pace. Resta, comunque, un problema di fondo quello dell’informazione, del coinvolgimento della popolazione, da cui molto dipende l’educazione dei nostri figli. È questa la difficoltà più grande. Ringrazio i pubblici amministratori e in particolare l’amico ingegnere LUIGI MONTORIO, assessore ai lavori pubblici, che ha mantenuto la promessa fattami. È stato il più bel regalo di Natale che potessi ricevere.

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