ComunicatiPrima pagina

Morte di Anssou Kondjira: LETTERA-APPELLO A COSTITUIRSI

Indignatevi! Indigniamoci! Mai più!

Come giovane figlio di questa terra, ma soprattutto come fratello maggiore di Anssou, esprimo in questa lettera, di getto, rabbia e dolore per quanto avvenuto nella notte di Pasqua.

L’indomani, dopo la messa “ai salesiani”(è conosciuta così la zona di San Severo con chiesa, oratorio e mensa della Caritas) salutando con auguri distanziati giovani e meno giovani che attendono un più generoso pasto domenicale, apprendo la notizia.

Quasi non voglio crederci, ma neppure loro vorrebbero crederci; sono fratelli tutti !

La vittima è Anssou Kondjira, senegalese, 24 anni.

Non è stato colpito dal caporalato ma comunque vittima di qualcosa di oscuro, che non sarebbe mai dovuto accadere.

Ragazzo mio, perché camminavi sul ciglio della strada con il coprifuoco? Chissà quante volte avrai percorso la Via per Foggia nel rientrare a Casa Sankara, molto più che un tetto!

Un’auto ti ha investito e l’oscurità ha portato via la tua anima nelle ore in cui il mondo ricorda la vittoria sulla morte di Gesù di Nazareth.

E poi le ambulanze, e poi la polizia, la notizia alla comunità senegalese; chi avrà scritto ai tuoi genitori nel dì della festa ?

Un pirata della strada che sfreccia sulla Statale 16 non sarebbe una novità in questo angolo di Tavoliere spaccato tra roboanti imprenditori e pellegrini giornalieri delle campagne e delle attività commerciali fuori città.

Manovalanza a basso costo o vita di valore inferiore?

No, risparmiamoci la retorica post tragedie, ma chi avesse assistito all’incidente stradale si faccia vivo.

Potrei comprendere il Lunedì dell’Angelo con la stampa nazionale che tace questa tragedia improvvisa? I giornali non sono usciti o forse le famiglie pugliesi rintanate nelle ville di campagna neppure gradirebbero una notizia così sconcertante come antipasto?

E’ trascorsa una settimana, tutta Casa Sankara è in lutto per il loro Anssou, ma questo silenzio in città stride con il silenzio di chi ancora non si è costituito.

La polizia ha potuto dare un nome al corpo e “non è poco”- me lo dicono due passanti, anch’essi africani, dopo avermi fatto gli auguri di “Buona Paquetta”.

Non li conosco, sono uscito solo per prelevare al Bancomat ma il loro saluto, tanto inaspettato quanto cordiale, mi spinge a chiedere se conoscessero l’uomo di cui si parla da tante ore, sottovoce!

Lo conoscevano di vista, forse lo avevano incontrato una settimana fa in centro città, ma poco importa; ci si saluta tutti perché nella nave in tempesta della vita si è fratelli tutti, cristiani e non, credenti e non.

A una settimana, tutti vorremmo sentircelo dire, ma quel corpo ciecamente travolto non è risorto.

Forse perché non ha ancora una sepoltura, forse perché la sua mamma non è qui a piangerlo.

Solo una cosa mi preme scrivere per dirti, se questa lettera stampata potrai leggerla: COSTITUISCITI !

La città è semi deserta, in commissariato non ci sono vendicatori ma uomini di giustizia e noi, uomini e donne di verità, che amiamo questa terra e gli amici “stranieri” che vi giungono

vogliamo sapere cosa è successo.

CONSEGNATI perché l’umanità vera passa da qui, se è stato errore o fatalità, verrai perdonato, non dagli uomini, non dal tempo, ma dal Cielo che tutto vede.

Un cittadino come voi, un cittadino come tanti,

un cittadino come Anssou

dr Giuseppe Scarlato

rubino energas

Altri articoli

Back to top button