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“Natélë a sSanZëvìrë”, la raccolta in Sanseverese del maestro Michele Pistillo, dedicata al Natale, con canti e filastrocche

presentata nella biblioteca comunale “Alessandro Minuziano”.

Il dialetto Sanseverese torna in una pubblicazione importante, presentata nella biblioteca comunale “Alessandro Minuziano”, a San Severo, lunedì scorso. L’opera, già disponibile nelle librerie e nelle edicole, è quella di Michele Pistillo, dedicata al Natale:“Natélë a sSanZëvìrë”, dove le “e” sono con la dieresi. “L’autore è fratello di Ciro Pistillo (morto a febbraio dello scorso anno) antesignano e precursore, oltre che ricercatore, tanto del fonema, quanto del grafema, cioè: l’unità di scrittura e il suono, ed il segno per rappresentarla. Autore anche della grammatica e del vocabolario del dialetto, con il collega Attilio Littera. Tutto è partito, però, dal componimento del maestro Ciro Pistillo:“U Carusèllë”. La scintilla è stata quella. Ma è stata proprio la ëcon la dieresi, la grande scoperta fonica e grafica del compianto cultore del dialetto sanseverese.Michele Pistillo, anche lui maestro elementare da circa 40 anni, come il fratello, ha scrittotante poesie e canti nella “lingua madre”. Ma, come accade a scuola, tra i bambini, soprattutto nel periodo natalizio, si cercano canti per le recite e altre attività correlate. Michele Pistillo è un autore noto non solo tra i colleghi, ai quali ha sempre consegnato il suo materiale. Tanti bambini a Natale hanno cantato i sui versi, le sue filastrocche, che, dopo averle ascoltate per la prima volta, non si dimenticano più. Era arrivato il momento di raccoglierlo, affinché non andasse disperso e fosse contenuto in un unico volumetto. La novità dell’opera è rappresentata dalla traduzione del testo e da un “cd” che lo accompagna. “Questa raccolta nasce innanzitutto perché il materiale giaceva da tempo nel mio ‘pc’e temevo un po’ che ‘l’invecchiamento’ potesse fare più male che bene, non trattandosi di vino – ha esordito Michele Pistillo – Di anno, in anno, le filastrocche diventavano sempre più numerose e, in alcuni momenti, ho pensato di pubblicarle. Ma poi, per una ragione o per un’altra, finivo sempre per rimandare. Inoltre, da qualche anno, ricevevo richieste di brani natalizi, da parte di colleghi della mia scuola e anche di altre da utilizzare nelle varie manifestazioni natalizie, che ho sempre dato facendo prendere il volo ai miei brani senza averne più controllo. Per questo motivo, in alcuni casi mi è capitato che qualcuno m’ha chiesto di vedere se alcune mie filastrocche fossero scritte bene o se necessitavano di correzione; era evidente che non sapeva che fossero mie. Ecco quindi un’altra ragione che premeva per una pubblicazione”. È stata una serata interessante, oltre che gioiosa, quella di lunedì nella biblioteca “Minuziano”, alla presentazione del libro di Michele Pistillo, che entra nel merito: “Tutto ciò che scrivo è pensato fondamentalmente per i bambini, per trasmettere, anche in vernacolo, l’amore per la lettura, per la scrittura, per le tradizioni e per sottolineare quanto sia importante avere un occhio di riguardo per le proprie origini, per i luoghi che abitiamo. Le conte presenti nella raccolta sono montate su una struttura ritmica presa dalla conta ‘Pundìllë, pundìllë, pundòffë…’e adattate a situazioni popolari vissute da bambini. I girotondi sono nati per i miei alunni, in primis, e poi per chiunque li abbia voluti usare per la gioia di grandi e piccoli, a scuola. ‘I fóchë â Cungèttë’,‘Tàndastrumèndë’,sono legati ai miei ricordi di bambino quando, ciò che è elencato, era davvero sotto i miei occhi o nelle mie mani, e le vicende accadevano davanti casa mia in via Roma, o in casa”. Le conclusioni di Michele Pistillo: “E poi l’elogio alla zuppetta, la ‘medicina’ di Natale, Chënnuttètë, altro non sono che il mio modo di giocare con la lingua, con la musica, con i suoni e con tutto quello che, sulla base di un messaggio apparentemente banale, possa avvicinare chiunque, in questo caso alla tradizione del Natale, in altri ad aspetti sempre di vita nostrana, giocando e divertendosi con una sana sanseverità”.Un volume denso di filastrocche canti, ninne nanna e ricette gastronomiche, tutte rigorosamente in vernacolo, quindi: “Il lavoro di Pistillo – ha spiegatoMichele Monaco nella prefazione del volume – ci porta dentro il Natale sanseverese. Le poesie e le filastrocche scandiscono il tempo dell’attesa, le atmosfere magiche che fanno rivivere nel lettore i ricordi dell’infanzia”. Una novità introdotta dall’autore è di accompagnare il libro con il CD allegato. L’iniziativa consentirà a chi ha poca dimestichezza di comprendere il testo dialettale.

Beniamino PASCALE

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