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NAZARIO TRICARICO E IL SUO “PROGETTO LOCHNESS” E…LA PANTERA NERA: UN ATTRATTORE PER L’ECONOMIA DI SAN SEVERO E TERRITORIO

La pantera nera che è stata vista, con tanto di testimonianza, a San Severo la scorsa settimana, oltre ad essere un fatto che riguarda la sicurezza e l’ordine pubblico, ha letteralmente scatenato la creatività dei sanseveresi che hanno realizzato vignette e filmati volti a esorcizzarla. Ma, cosa inaspettata, ha attratto l’attenzione dei Media nazionali, facendo incrociare la storia dell’animale con quella della città. Ed è qui che, Nazario Tricarico, già candidato sindaco a maggio ’19, ha tirato fuori dal suo programma elettorale, il “Progetto LochNess”: un attrattore per il territorio che potesse fare da volano all’economia del posto e sul quale inserire le altre realtà ma meno appetibili sotto il piano del marketing territoriale. “L’effetto LochNess del mio progetto è un riferimento chiaro al fatto che in quel luogo della Scozia, il mostro non esiste ma ci va lo stesso tanta gente. Serve a suscitare l’interesse, la curiosità, perché il marketing territoriale non si può fare solo con il vino e l’olio che non ci fanno andare su RAI e Mediaset: ma con la pantera, si – ha evidenziato Tricarico – Quindi c’è da segmentare l’offerta culturale, o di pseudocultura, o di para cultura, per quello che siamo noi, oggi”. Tricarico entra nel merito, citando diversi esempi, a chiarimento del concetto: “Abbiamo la festa del Soccorso, ad esempio, ma detto così non attrae più di tanto. Ma se intorno si organizzano eventi collaterali, come possono essere un festival nazionale delle batterie pirotecniche o la storia e le opere di tutte le ‘madonne nere’ che si venerano in Italia, certamente si attirerebbero più turisti. Penso a Natale, ad esempio, avendo Raffaele Mazzeo come precursore, San Severo potrebbe diventare la città del giocattolo, con una fiera realizzata ad hoc. Nel progetto LochNessc’era da l’idea di un museo dell’arte contemporanea a ‘cielo aperto’, con opere realizzate a San Severo da artisti italiani quotati a livello internazionale, usando la mia indennità di sindaco. Qualcosa di vivo che sarebbe durato per sempre e in terno, attirando un pubblico vasto e anche curioso. C’era da prendere uno spazio urbano e farlo reinterpretare da un artista famoso, come una tavolozza a cielo aperto. Poi, magari, sarebbero arrivate anche donazioni. Spiego il perchédell’operazione: sarebbe stato certamente notizia, il fatto che un sindaco avrebbe speso la sua indennità per realizzare opere per la città; la notizia si sarebbe evoluta con le opere realizzate dagli artisti famosi e con tutto ciò che ne sarebbe derivato. Qualcosa d’eterno, di unico”. Tornando alla pantera e al marketing territoriale da usare come “brand” di San Severo, queste le conclusioni di Nazario Tricarico: “In primis, fermo restando che la cosa è seria, una volta catturata la pantera le si potrebbe dare l’habitat naturale e, magari, anche la compagnia, in una sorta di parco naturale, di mini zoo, perché tutti verrebbero a vedere la pantera”.

Beniamino PASCALE

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