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NELL’ULTIMO TRIENNIO IN PUGLIA QUASI TREMILA BENI CONFISCATI ALLE MAFIE

L’EDITORIALE DI DESIO CRISTALLI

Nessuno si sarebbe aspettato lo straordinario risultato ottenuto nella nostra PUGLIA nell’ultimo triennio relativamente alla lotta alla criminalità organizzata. La lotta a TUTTE LE MAFIE che infestano il territorio regionale non conosce rallentamenti ma anzi conosce accelerazioni vistose foriere di altri risultati di grande utilità sociale. Importante è stato in tal senso il lavoro svolto in sinergia con l’AGENZIA NAZIONALE DEI BENI CONFISCATI. Conferme sono venute in proposito da rappresentanti del Governo nel corso di convegni organizzati in terra pugliese e che hanno messo meglio a fuoco l’utilità dell’OSSERVATORIO DI CONCERTAZIONE PERMANENTE SULL’USO SOCIALE DEI BENI CONFISCATI. E veniamo ai numeri: c’è stato un aumento del 60% nelle assegnazioni di tali beni alla società civile in varie forme. In tutta la PUGLIA poco meno di 3.000 beni sono stati assegnati negli ultimi tre anni. Un ruolo centrale è stato svolto dal citato Osservatorio, che è stato sicuramente una scelta coraggiosa di organizzazione utile nella lotta antimafia. In merito a questa situazione pugliese, la Sottosegretaria all’Interno, WANDA FERRO, ha di recente dichiarato: <<La lotta alla criminalità organizzata non si combatte solo con le sentenze e la repressione, pur fondamentali grazie al lavoro di Magistratura e Forze dell’Ordine, ma anche attraverso una forte azione culturale capace di restituire i beni alla collettività di questa terra>>. E su queste affermazioni credo che tutti siano d’accordo! In merito al riutilizzo dei beni confiscati, la priorità assoluta resta il Terzo Settore e il Sociale, con un dialogo costante con coloro che rappresentano una vera risposta ai bisogni dei cittadini. In Puglia, un’altra parte dei beni, in collaborazione con l’AGENZIA DEL DEMANIO, è stata destinata a caserme, presidi di Pronto Intervento e Vigili del Fuoco. E’ altrettanto giusto e importante che, per l’aspetto culturale, come proposto da più parti, si prosegua nelle realizzazioni di mostre itineranti di opere d’arte con una quota destinata ai musei pubblici. Quanto al profilo economico, il valore dei beni confiscati è definito incommensurabile, ivi comprese parecchie aziende sequestrate, solo alcune delle quali risultano scatole vuote ai fini pratici. La strategia antimafia che viene attuata conta anche sul coinvolgimento di Associazioni professionali, Procure, Forze dell’Ordine in genere e Associazione Bancaria Italiana (ABI), relativamente al tema dei crediti revocati al momento del sequestro. Le Autorità di Governo con varie dichiarazioni ribadiscono che il percorso seguito non si fermerà e ribadirà la ‘sanabilità’ degli immobili da parte delle amministrazioni comunali. Rimane solo da confermare a tutti i livelli politico-amministrativi che il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenterà sempre più per la PUGLIA un modello vincente di COSTRUTTIVA LEGALITÀ.  

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