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NESSUN BANCO RESTI VUOTO

di MICHELE MONACO

Con le regole sanitarie declinate sulla base delle indicazioni nazionali, sono ripartite le scuole della nostra città. L’Associazione nazionale <<Mani Tese>> chiede aiuto per prevenire le cause della dispersione e dell’abbandono scolastico nella fascia dai 9 ai 14 anni. È importante ricordare che in Italia l’istruzione è obbligatoria e gratuita per almeno 10 anni e riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni. Se si fa un bilancio dei mesi di didattica a distanza che, nel nostro Paese, ha coinvolto oltre due milioni e mezzo di ragazzi e ragazze si scopre quanto, purtroppo, la situazione ha peggiorato la formazione degli alunni. Attraverso una nuova indagine condotta da IPSOS, intitolata “I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS”, sono state analizzate opinioni, stati d’animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni da dove emerge il seguente quadro critico: << Si stima che circa 34mila studenti delle scuole superiori, a causa delle assenze prolungate, rischiano di alimentare il fenomeno dell’abbandono scolastico>>. Con l’impoverimento delle famiglie, poi, per molti lasciare la scuola significa divenire facile preda di sfruttamento lavorativo o di cadere nel nefasto percorso delle tre D (Disagio, Devianza, Delinquenza). Sostiene SANDRO SCANAVINO, consulente pedagogico in progetti sulla dispersione presso il Comune di Torino, che IL LUOGO DEL DISAGIO non è solo la situazione socio-economica familiare. La criticità oggi sta nella difficoltà del ruolo genitoriale. PAPA BERGOGLIO ha detto testualmente: <<Serve un nuovo patto educativo tra genitori e insegnanti, non siate avversari, collaborate per il bene dei ragazzi. La famiglia non apprezza più come un tempo il lavoro dei docenti, spesso anche mal pagati>>. Compito, dunque, di tutti gli attori istituzionali e delle classiche agenzie educative come la scuola e la famiglia è progettare un patto di convivenza civile, costruito sulle regole fondamentali di legalità e solidarietà. La Legge 53/2003 introduce il monitoraggio della frequenza degli alunni con l’istituzione del Sistema Nazionale delle Anagrafi degli Studenti. IL DECRETO LEGISLATIVO 76/2005 COSTITUISCE UN’ANAGRAFE NAZIONALE DEGLI STUDENTI CUI LE SCUOLE PERIODICAMENTE COMUNICANO I DATI DELLA FREQUENZA SCOLASTICA. Il ruolo dell’Amministrazione Comunale assume una forte centralità nel monitorare costantemente il disagio minorile e nell’investire risorse per lo sviluppo del sistema educativo attraverso progetti che possano suscitare nei ragazzi l’interesse per la propria città, il senso di appartenenza ad una comunità. Non conoscere le proprie radici storiche produce dei “mostri” che portano dritto verso una comunità senza volto, senza un’anima, che vive in una terra “di mezzo”. Dunque: <<NESSUN BANCO RESTI VUOTO!>>.

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