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NO AL 5G. LA PAGINA FACEBOOK CON 40.000 RICHESTE APPROVATE IN MENO DI UNA SETTIMANA

ATTENZIONATA DAL MONDO POLITICO ED ECONOMICO DEGLI ITALIANI.
RISCHIO SALUTE: GLI AMMINISTRATORI DOTT. GIOVANNI CORLEONE ED IL MANAGER DIEGO DUMA PREPARANO IL QUESITO REFERENDARIO PER IL PARLAMENTO ITALIANO E SFIDANO LA COMUNITA’ EUROPEA PER DIFENDERE LA VITA DEI SUOI ABITANTI.

UFFICIO STAMPA “NO AL 5G” VENERDI’ 10 Aprile 2020
“NO AL 5G” Il grido dei cittadini liberi. In Svizzera e Slovenia ed altre Nazioni hanno deciso di fermare il wireless di quinta generazione sul proprio territorio per difendere la vita dei propri cittadini.
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Noi fondatori della pagina facebook “NO AL 5G” – scrive il Dott. Giovanni Corleone al Parlamento Italiano – abbiamo deciso di chiedere la sospensione e l’uso delle antenne 5G, fino a che non saranno chiariti i dubbi riguardo al loro impatto sulla salute. La decisione deve essere presa subito ed intanto con il Manager Diego Duma, da fondatori e gestori della pagina facebook “NO AL 5G” superati i 100.000 membri porremo il quesito referendario per l’abolizione di istallazioni sperimentali del 5G in Territorio Italiano e poi Europeo qualora avremo richieste da parte di altri Stati Membri della Comunità Europea di sviluppare sistema concertato per unico scopo, quello di non permettere al 5G di rovinare la nostra vita e quella degli altri.
Com’è noto, il timore è che le onde radio 5G possano risultare dannose per l’organismo, alterando l’equilibrio cellulare. «Le preoccupazioni sono diventate proteste in molti paesi, e in Svizzera, ad esempio, questo ha portato a un parziale arresto dello sviluppo». Fondamentale, aggiunge il “Dott. Giovanni Corleone”, che il paese alpino sia tra i più avanzati al mondo per lo sviluppo delle reti di nuova generazione. In Italia, in verità, lo sviluppo sperimentale del 5G è avvenuto in modo approssimativamente clandestino, abbattendo (senza spiegazioni serie) molti viali alberati, che – come provano documenti del governo britannico – ostacolano la trasmissione del segnale.
E attenzione: in base alla democrazia diretta che governa l’Italia, qualsiasi petizione con oltre 50.000 firme può innescare un referendum sulla questione, e noi depositeremo in Corte di Cassazione le nostre ragioni. Due sono già sul tappeto: una lascerebbe gli operatori responsabili per eventuali danni causati dalle radiazioni, un’altra imporrebbe limiti alle emissioni, lasciando decidere le comunità locali, ma su questo pensiamo che la strada della sperimentazione sia molto lunga e ancora troppo pericolosa per la gente che dobbiamo salvaguardare a tutti i costi.
L’Italia nel 2018, con la vendita “al buio” delle nuove frequenze del 5G, «senza valutazione preliminare d’impatto ambientale e sanitario» ha per noi commesso orrori che combatteremo con la volontà di attivare tutte le istruttorie istituzionali e partitiche trasversali per salvare la salute di tutti noi cittadini. Abbiamo le idee chiare ed il supporto di migliaia di persone dalla nostra parte.
Con l’esplosione di interesse dei nostri membri nella pagina facebook “NO AL 5G” ci sentiamo incaricati di fermare l’assegnazione dello spettro di frequenze 5G e riceviamo costantemente l’invito ad andare avanti. «La moratoria italiana dovrà essere sostenuta dal Ministro della Pubblica Amministrazione e da altre figure che operano nell’ambiente Istituzionale, che – di fronte alle forti preoccupazioni della comunità medico-scientifica sugli effetti biologici delle inesplorate radiofrequenze – dovrà optare per l’adozione del principio di precauzione. «La tecnologia 5G – afferma il Dott. Giovanni Corleone – non è stata stabilita, nella pratica, nella misura in cui gli studi potrebbero produrre risultati in base ai quali potremmo dire in modo conclusivo che il 5G è completamente innocuo». La decisione, racconta il “Manager Diego Duma”, è scaturita dopo che ho costruito la pagina facebook e ho convocato una consultazione pubblica sulla sicurezza delle tecnologie 5G, risultati? Vi lascio immaginare nello sconcerto di molte mamme, uomini e adolescenti che ormai sono consapevoli di dover portare a termine una battaglia dove la posta in palio è rappresentata da una questione vitale. La richiesta che avanzerà già da subito il Dott. Giovanni Corleone sarà: «Divieto dell’uso della tecnologia wifi negli asili, nelle scuole, negli ospedali, nelle case di cura e in tutte le
istituzioni pubbliche. Moratoria sull’introduzione del 5G basata sul principio di precauzione, grazie a ricerche scientifiche sufficienti per dimostrare gli effetti negativi delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute umana, sulla natura e sull’ambiente». Da qui lo stop dovrà essere in tutto il Paese, membro dell’UE.
Perché se, «Non è stato adeguatamente studiato il rischio per la salute» dobbiamo rischiare la nostra vita e quella degli altri?
Un gruppo olandese conferma che gli stessi studi condotti su 2G, 3G e 4G hanno già mostrato effetti dannosi per l’uomo, gli animali e le piante. Secondo gli olandesi, l’aumento dell’intensità di radiazione – nel caso del 5G – avrebbe «un impatto importante sulle persone e sull’ambiente». Dal governo italiano, silenzio assoluto ma la nostra pagina facebook e siamo sicuri, la nostra domanda referendaria che chiameremo sempre: “NO AL 5G” sarà il successo della gente che ama difendere la propria vita e quella degli altri. Non saranno escluse altre iniziative portate al successo grazie alla convinzione dei numerosissimi membri della pagina facebook che a breve diventerà Movimento.

Giovanni Corleone

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