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Non solo vaccini: la donazione di plasma iperimmune, tra le migliori potenziali terapie contro il Covid-19. Cosa c’è da sapere?

Intervista di Rosaria d’Errico 

Anche a Foggia, da diversi mesi, è partita la raccolta del plasma iperimmune per uso terapeutico emergenziale in pazienti affetti da Covid-19.

Il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) del Policlinico Riuniti di Foggia, diretto dal Dott. Michele Centra, è fra i centri trasfusionali della Regione Puglia autorizzati per l’effettuazione della donazione di plasma iperimmune.

Ne abbiamo parlato con il Dott. Francesco Antonucci, Dirigente Biologo con Specializzazione in Microbiologia e Virologia presso il SIMT del Policlinico Riuniti di Foggia e ex Capo Dipartimento di Microbiologia e Virologia presso Acculabs Diagnostics (UK), con l’obiettivo di creare una maggiore consapevolezza sull’importanza della donazione del plasma iperimmune.

Dott. Antonucci, cos’è il plasma iperimmune?

Il plasma iperimmune è un plasma ricco di anticorpi specifici contro il Sars-CoV-2, virus che causa la patologia Covid-19. Solo i soggetti che l’hanno contratta hanno il plasma iperimmune, il quale costituisce una potenziale cura contro la malattia e rappresenta un aiuto concreto per i pazienti positivi al Covid.

Chi può donarlo e quali sono i requisiti di idoneità che i candidati donatori devono avere?

Il plasma iperimmune può essere donato da: 

– chi ha avuto una malattia Covid-19 con sintomi e successivamente guariti;

– chi ha avuto una malattia Covid-19 senza sintomi, ma con una documentata positività passata a 2 diversi test diagnostici (es. sierologico e tampone);

– chi ha un’età compresa tra i 18 e 65 anni;

– chi non ha avuto una gravidanza oppure ha avuto gravidanza, ma che è risultata essere negativa al test per gli anticorpi HLA;

– chi ha o non ha avuto trasfusioni di sangue in passato;

– chi ha patologie, pregresse o in corso, importanti.

I donatori di plasma iperimmune possono essere anche i convalescenti, ossia quei donatori che sono appena guariti da una malattia e si stanno ristabilendo?

Si certo, purchè siano passati 14 giorni dalla negatività al Sars-CoV-2.

I donatori che sono guariti da più di un mese possono donare il plasma iperimmune?

Certamente. Ciò è possibile grazie ad una visita di preliminare eseguita da noi del Centro Trasfusionale diretto dal dottor Centra, la quale ci consente di capire in modo semplice e non invasivo, l’eleggibilità del potenziale donatore di plasma iperimmune.

Come si procede per valutare l’idoneità di chi vuole donare plasma iperimmune?

E’ una procedura semplice e rapida. Innanzitutto il potenziale donatore dovrà fare una breve  visita di pre-accettazione, su prenotazione telefonica, presso il Centro Trasfusionale del Riuniti di Foggia, durante la quale visita, il medico valuterà le caratteristiche fisiche , quali controllo della temperatura corporea ed emocromo. Nei giorni successivi e, in caso di idoneità, il potenziale donatore verrà contattato telefonicamente e potrà così donare il plasma iperimmune.

Dopo aver verificato l’idoneità del donatore, come avviene la donazione del plasma iperimmune? E’ una procedura sicura?

La procedura di donazione del plasma iperimmune è identica alla procedura ordinaria di donazione del plasma. In particolare, la raccolta si effettua mediante degli strumenti che si chiamano separatori cellulari, i quali sono estremamente sicuri e collaudati per tale scopo.

Quali sono gli ospedali interessati?

Gli ospedali coinvolti nella Regione Puglia sono: il SIMT del Policlinico “Riuniti” di Foggia, il Policlinico e l’Ospedale “San Paolo” di Bari, Ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti, Ospedale “Dimiccoli” di Barletta, Ospedale “Perrino” di Brindisi, Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, Ospedale “SS. Annunziata” di Taranto.

Perchè è importante donare il plasma iperimmune? 

Il plasma iperimmune è una delle potenziali terapie più facili da ottenere e con un’elevata efficacia terapeutica contro la patologia Covid-19. Sia l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) che la Food and Drug Administration  (FDA) lo hanno autorizzato per uso emergenziale (EUA) incentivandone la donazione al fine di rispondere ai nuovi casi di Covid-19. È importante donare perché riceviamo ogni giorno numerose richieste di plasma iperimmune di pazienti affetti da Covid-19 e, al momento, siamo in estrema carenza di tale risorsa.

È corretto affermare che la terapia, in certi casi, dà risultati confortanti?

Senz’altro in molti casi si sono avuti risultati incoraggianti. Molti studi clinici sono stati eseguiti a livello mondiale sul plasma iperimmune e la gran parte di questi ha dimostrato il suo elevato potenziale terapeutico, nel combattere la patologia Covid-19.

Esistono al momento campagne di sensibilizzazione e informazioni per la donazione di plasma iperimmune?

Credo di no; tuttavia, il 23 Aprile è in programma un webinar organizzato dal Rotary Club di San Severo in cui, con alcuni Professori dell’Università di Foggia, parleremo dei molteplici lati positivi della donazione di plasma iperimmune e introdurremo la campagna di sensibilizzazione per la donazione di Plasma Iperimmune “CAMPI“, che inizierà subito dopo l’evento,  gratuito e su piattaforma Zoom. Per info potete contattare il sottoscritto all’indirizzo email fantonucci@ospedaliriunitifoggia.it .

Se io volessi donare plasma iperimmune presso il Centro Trasfusionale del Riuniti di Foggia, qual è il numero da contattare?

Qualsiasi potenziale donatore di plasma iperimmune con precedente malattia Covid-19 può contattare ai telefoni: 3533041814 – 0881732190 – 0881736136 

Inoltre, può inviare un’email al mio indirizzo di posta elettronica: fantonucci@ospedaliriunitifoggia.it

di Rosaria d’Errico 

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