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ONORE AL SOLDATO SENZA NOME

Osservate la foto a corredo di questo articolo: una vera rarità! Piazza Municipio gremita di persone sino all’inverosimile. San Severo ricordò per la prima volta i Caduti della Grande Guerra con l’apposizione di una lapide sulla facciata di Palazzo Celestini dedicata al MILITE IGNOTO. Un segno di memoria collettiva che pervase tanti cittadini accorsi in Piazza Municipio. La lapide è decorata con un doppio festone bronzeo fatto di rami di quercia, di alloro e di palma; in alto al centro, dove i rami s’incontrano, un’aquila e al di sotto una lampada votiva avvolta da rami di edera. L’epigrafe dedicatoria è in lettere bronzee infisse nel marmo e recita così: SANSEVERO AL MILITE IGNOTO. Nella parte inferiore è scolpito il gruppo bronzeo con i simboli incrociati della guerra: moschetto, fusto di cannone, bandiera, baionetta, circondati da una corona e sovrastati dalla stella militare. In basso, su una lapide più piccola con lettere bronzee, la data di inaugurazione: 4 NOVEMBRE 1921. Nella settimana scorsa si è celebrato (non sempre in modo…consono – diciamo così – in tutti i Consigli Comunali d’Italia) il 100esimo anniversario del Milite Ignoto. E’ noto lo storico viaggio della salma (da Aquileia a Roma) del soldato sconosciuto divenuto simbolo dei tanti caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Chi è il Milite ignoto? È un combattente italiano (non un…”soldatino” di piombo) senza nome, scelto da una donna di Trieste, tra un gruppo di militari caduti in battaglia e mai identificati. Fu una commissione a rintracciare SIMBOLICAMENTE undici vittime ignote, inumate nei territori dove furono più aspri i combattimenti. I cadaveri dei soldati vennero messi in bare tutti uguali e disposti in fila nella navata centrale della Basilica di Aquileia a Udine. Poi, spettò a MARIA BERGAMAS, mamma di un soldato deceduto, ANTONIO, scegliere la salma che oggi riposa nella capitale. La donna entrò in Chiesa e si fermò davanti ad uno dei feretri, lì probabilmente ci sarebbe stato suo figlio, un uomo coraggioso – nato in territorio veneto-austriaco –  aveva disertato la leva con l’esercito austriaco per combattere a fianco degli italiani. Fu straziante. Poi, la salma venne trasferita in treno a Roma. Ad ogni stazione il convoglio ferroviario fece una sosta, tra gli applausi degli italiani, radunati per omaggiare l’eroe simbolo morto a difesa della Patria. La causa maggiore di un così elevato numero di militi ignoti derivava dal fatto che la piastrina di riconoscimento era costituita da un involucro metallico con apertura a conchiglia, al suo interno trovava spazio un cartoncino con scritte le generalità del soldato; quando i corpi venivano recuperati, all’interno della piastrina di riconoscimento non veniva trovato altro che una poltiglia di carta macerata. QUALCUNO HA DEFINITO QUELLA GUERRA “UN MASSACRO” TRA PERSONE CHE NON SI CONOSCONO…PER CONTO DI PERSONE CHE SI CONOSCONO MA NON SI MASSACRANO. L’avvocato LEONE MUCCI, pacifista e antimilitarista, socialista umanitario, nel novembre del 1914, tenne un memorabile comizio in Piazza Castello nel corso di una manifestazione contro la guerra. I giornali dell’epoca definirono Mucci come un…<< cavaliere solitario che si batteva – incompreso e solo – contro l’orrore della guerra e delle sue atrocità, in una Capitanata inneggiante alla “guerra santa”>>. Lo seguì il giovane LUIGI ALLEGATO che fu arrestato nel corso di una manifestazione di protesta contro l’entrata in guerra dell’Italia.

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