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Ospedale: “le interrogazioni” di Raffaele Bentivoglio MID (Movimento Italiano Disabili)

di Beniamino PASCALE  

Le “interrogazioni” sulle attività dell’ospedale di San Severo, da parte di Raffaele Bentivoglio, coordinatore nazionale del MID (Movimento Italiano Disabili).

È Raffaele Bentivoglio, coordinatore nazionale del MID (Movimento Italiano Disabili) a riprendere la questione sul decoro delle parti esterne dell’ospedale di San Severo e sulle attività ambulatoriali del “Masselli-Mascia”, che ha dei reparti di vera eccellenza e di altri dove mancano i medici per poter svolgere un servizio sanitario adeguato. Come tutti sanno, però, l’ospedale dell’Alto Tavoliere è “Covid”, l’attenzione resta alta ma ci sono tante persone (anziani, diversamente abili, chi ha patologie croniche o di costante monitoraggio) che necessitano di assistenza.  A più riprese sto facendo notare, grazie anche ai Media, che le persone anziane, diversamente abili e con patologie croniche hanno necessità di dover avere l’assistenza sanitaria necessaria a San Severo. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che vivono da sole e che non hanno mezzi propri –  ha continuato Bentivoglio – Tra l’altro, si patiscono anche servizi che mancano come quello del Numero Verde che resta muto quasi sempre. Al CUP, inoltre, perché si accettano solo visite ‘Urgenti? Chi non può permettersi visite di carattere privato, come fa?” Dopo i quesiti, il coordinatore nazionale del MID, riprese: “Chiedo al nostro sindaco di attivarsi, come ha fatto in precedenza. Tra l’altro, mi informano di tante richieste legate alla cardiologia ferme da mesi, pur essendo tutti consapevoli, persino i vertici aziendali, che la cardiologia dell’ospedale di San Severo è un centro d’eccellenza, diretta da questo mese dal dr. Vito Sollazzo e che ha rimesso in moto la macchina. Come MID chiedo al DG Piazzolla e al DS Nigro il loro intervento. Cosi come altri reparti (Ortopedia, Ginecologia, Nefrologia, Pediatria, Oncologia, Chirurgia, Pneumologia), diretti da ottimi dirigenti medici. Tutto ciò serve ad evitare migrazioni sanitari fuori provincia, con tutti i danni e i disagi che ne derivano”. Le conclusioni di Bentivoglio: “Per le vaccinazioni Covid-19 si possono effettuare sia nel vecchio ospedale o di San Severo o in quelli di Torremaggiore e San Marco in Lamis, cercando di non sovraffollare il nosocomio cittadino. Ritorno sempre a dire alla direzione del ‘Masselli-Mascia’ di aprire il parcheggio sotterraneo e di tener alto li decoro esterno dell’ospedale”. Sull’argomento c’è il sig. Carlo Di Gioia, diversamente abile. “Come disabili stiamo subendo le lungaggini amministrative e la poca erogazione dei servizi dell’ospedale di San Severo. Sono poliomielitico dal 1962 ma devo usare delle prassi come se fossi diventato disabile ieri. Nel senso che: devo recarmi dal medico curante per tutte le richieste, compresi gli ausili (riparazioni alla carrozzella e altro; poi passare per il CUP (quando riesco a parlare) per la prenotazione; per via del Civi c’è una lista di prenotazioni lunghissima che non dà certezze sulla prestazione da erogare. Molti di noi – ha specificato di Gioia – sono da soli e non hanno nessuno che li aiuta: come devono fare? Dobbiamo usare la dicitura ‘Urgente’ per farci erogare il servizio, malgrado sia un diritto e non un capriccio. Le lungaggini burocratiche sono eccessive, soprattutto nei casi, come il mio, conclamati e che non guariranno mai ma potranno solo peggiorare. Anche le barriere architettoniche, in ospedale, non sono completamente abbattute e per questo, chiedo a chi di competenza, senza nessun privilegio particolare, di darci un accesso sicuro per entrare in carrozzina. Al di là del Covid, questi percorsi si possono realizzare e sono utili anche a chi non può deambulare”. Giovanni Danese fa parte del coordinamento provinciale di FI per la sanità: “Come ospedale di primo livello, in riferimento a San Severo, anche se Covid, si possono creare percorsi in sicurezza per poter accedere alla cardiologia, ad esempio, che resta sempre il fiore all’occhiello della sanità provinciale, e con la direzione del dr. Vito Sollazzo sta crescendo di nuovo come prestazioni erogate: lo dicono i dati oggettivi. Per la mammografia non si può aspettare un’eternità o non si possono far spostare le persone in altre sedi che hanno patologie di quel tipo e necessitano di controlli periodici. Cosa dire di oculistica in cui non si può accedere? E il tabellone elettronico del Pronto Soccorso, che in base al triage assegna il codice e il turno d’arrivo che non funziona ancora pur essendo molto utile a non creare ingorghi?” Le conclusioni di Danese: “A Foggia, ad esempio, sono stati creati percorsi dedicati per accedere in sicurezza nei reparti per le prestazioni necessarie. Ci sono tante persone, a San Severo, che non possono spostarsi ed hanno bisogno di prestazioni costanti legate alla propria patologia”.

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