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Ospedale “Tatarella”: partorire senza dolore Attivo il servizio di Partoanalgesia

Da questo mese le pazienti del reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale “Tatarella” di Cerignola possono usufruire del servizio di Partoanalgesia.

Grazie all’implementazione degli organici con la recente assunzione di medici anestesisti, il parto indolore è garantito all’utenza tutti i giorni, h 24.

Il nuovo servizio, dedicato alle donne che desiderano affrontare ancora più serenamente l’esperienza del parto, conta su una equipe di validi professionisti. Ad affiancare gli anestesisti, le altre figure professionali coinvolte in tutte le fasi dell’esperienza del parto: ginecologi, ostetriche, infermieri, pediatri.

Con questo nuovo servizio – commenta il Direttore Generale Vito Piazzollavogliamo garantire alle donne la possibilità di partorire in modo naturale, spontaneo e libere dal dolore, in piena sicurezza e con un’assistenza qualificata”.

L’analgesia epidurale praticata durante il travaglio si ottiene con una tecnica che può essere eseguita solo da un medico anestesista.

Consente un controllo efficace del dolore nel travaglio e nel parto, lasciando inalterate tutte le altre sensibilità, compresa la capacità di muoversi e camminare.

Non è dolorosa perché viene preceduta da un’anestesia locale e può essere eseguita in pochi minuti. La tecnica e il farmaco anestetico utilizzato non sono pericolosi, né per la madre né per il nascituro e non compromettono l’allattamento materno.

La partoanalgesia – dichiara il Direttore della Struttura di Ginecologia Alessandro D’Afierooffre alla paziente la possibilità di vivere serenamente un evento importante come il parto e, al tempo stesso, costituisce un valido ausilio per il personale medico al fine di ridurre il ricorso al taglio cesareo”.

Oltre a rispettare il personale grado di percezione e sopportazione del dolore della donna, la parto-analgesia è utile anche in altre situazioni ostetriche in cui è consigliabile ridurre lo stress provocato dal dolore del travaglio e del parto (malattie cardiovascolari, epilessia, miopia o distacco della retina…) senza necessariamente dover rinunciare al parto naturale.

Foggia,

07.03.2018

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