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San Severo – Otto tonnellate di guano: la metafora di una città che non affronta i problemi

SAN SEVERO – Quattro tonnellate, secondo le prime notizie, poi altrettante: una quantità enorme di guano rimossa dalla torretta di Palazzo Celestini grazie all’intervento del commissario. Un’operazione necessaria e doverosa, ma che pone una domanda molto più importante della semplice bonifica: com’è stato possibile arrivare a questo punto?

Perché quella montagna di escrementi non si è formata in un giorno. È il risultato di anni di incuria e di un problema evidentemente mai affrontato alla radice. Ed è proprio questo che rende la vicenda quasi una metafora del modo in cui San Severo è stata amministrata per troppo tempo.

Il problema non è il guano. Il problema è averlo lasciato accumulare.

Quante volte, nella nostra città, abbiamo assistito allo stesso copione? Un problema emerge, viene segnalato, se ne discute, poi viene rinviato. E mentre si rinvia, il problema cresce, si incancrenisce e diventa più difficile e più costoso da risolvere.

È la politica della polvere sotto il tappeto: invece di affrontare le criticità, si preferisce non guardarle, nella speranza che qualcun altro, domani, debba occuparsene.

Questa volta, però, il tappeto è stato sollevato.

E la cosa più significativa è che sia stato necessario l’intervento di un commissario per riportare alla luce una situazione che avrebbe dovuto essere gestita dalla normale amministrazione della cosa pubblica.

Non è una questione di destra o di sinistra, né di una singola amministrazione. È una riflessione che riguarda un intero modo di governare la città.

Amministrare non significa soltanto inaugurare opere, organizzare manifestazioni o presentare nuovi progetti. Significa soprattutto occuparsi delle cose meno visibili, della manutenzione, del patrimonio pubblico, delle situazioni di degrado, dei problemi che non portano consenso ma che devono essere comunque risolti.

Una città cresce quando ogni amministrazione lascia a quella successiva meno problemi di quanti ne abbia trovati.

San Severo, invece, rischia troppo spesso di consegnare ai propri amministratori futuri un’eredità fatta di problemi rinviati e situazioni incancrenite.

E allora le tonnellate di guano di Palazzo Celestini dovrebbero diventare un monito.

La domanda non è soltanto: “Come abbiamo potuto accumularne così tanto?”

La domanda vera è: “Quanta altra polvere c’è ancora sotto il tappeto di San Severo?”

Perché se vogliamo davvero far crescere questa città, dobbiamo finalmente smettere di nascondere i problemi.

Dobbiamo avere il coraggio di sollevare il tappeto, guardarli in faccia e risolverli.

Giuseppe Modica

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