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Padre Andrea Tirelli: “la risposta ai fenomeni mafiosi è l’ascolto di chi vive il territorio.”

Da parroco, che vive questa città da oltre cinque anni in un quartiere periferico, dico che mi fa enormemente piacere l’attenzione che il mondo delle associazioni sta rivolgendo al tema della legalità e al contrasto della cultura mafiosa.
Ho letto e apprezzato anche la lettera che il Sindaco e l’Assessore ai Servizi Sociali hanno indirizzato alla cittadinanza lo scorso 24 settembre. Un appello importante con un richiamo forte al senso di appartenenza cittadina attraverso la formula del “NOI” tanto cara a don Luigi Ciotti. Vorrei solo, da cittadino e animatore di Comunità, fare un invito a non scambiare gli eventi di richiamo, seppur giusti e necessari, con la possibilità di porre in campo iniziative concrete di antimafia sociale. Non cadiamo nell’inganno di credere che parlare di certe tematiche anche, con personalità di peso, ma distanti dal nostro territorio, possa essere un modo per iniziare un percorso virtuoso di risposta al clima mafioso di una città. Secondo il mio piccolissimo parere, la risposta sta nel mettersi in una condizione di ascolto sincero di responsabili di categoria come commercianti, artigiani, imprese, mondo agricolo, il mondo delle associazioni, la Chiesa locale, la Scuola, i responsabili delle Forze dell’Ordine per poi, tutti insieme, calibrare e porre in essere interventi corali che superino la linea ideale della buona volontà individuale e diventino azioni comuni condivise e vissute. Con tutto il rispetto per il giornalista-influencer arrembante, lo scrittore informato, il sociologo studioso di fenomeni criminali e il redattore della testata nazionale, il territorio lo vivono i cittadini nelle loro varie vesti e sono loro che vanno incontrati ed ascoltati e, con loro, le Istituzioni locali e la politica locale dovrebbero stabilire una linea di condotta tale da arginare fenomeni mafiosi o sub-mafiosi e innescare comportamenti virtuosi che contrastino i modelli mafiosi vigenti.
So che questo scritto può sembrare il solito sfogo del “Bastian Contrario” e invece è solo il grido di chi, come tanti, ama questa città e vorrebbe vederla liberata da quella morsa soffocante della cultura mafiosa che mentre la limita nella crescita scoraggia anche l’azione della sua parte più numerosa e più nobile, aggiungendo al danno la dolentissima beffa.

Fr Andrea Tirelli

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