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Padre Andrea Tirelli, lancia l’appello a rinforzare le reti solidali per quella che sarà la “Fase 2”

Evitiamo che famiglie e piccoli artigiani cadano nella rete dell’usura e delle organizzazioni criminali.

26È il motto di padre Andrea Tirelli“Se non lo dico sto male e allora lo dico”, quando deve esternare considerazioni che vanno oltre un post sui social e lo fa da scrittore. Padre Andrea Tirelli, dei frati minori, foggiano, è parroco della chiesa di san Bernardino da Siena, a San Severo. Inoltre è il responsabile dell’iniziativa caritatevole, “Ti presto fiducia”, per evitare, a chi dovesse aver bisogno di un piccolo prestito, di non restare vittima degli usurai. Lancia un appello: quello di non far scemare, nella “Fase 2”, lo sforzo fatto dalla caritatevole opera di tante persone: “Con il sensibile rallentamento della diffusione del contagio, la riduzione del numero dei decessi e l’aumento dei guariti s’inizia a vedere, come qualcuno dice: ‘la luce in fondo al tunnel’ e si parla sempre con maggiore entusiasmo di ‘fase 2’ e davvero un po’ tutti non vediamo l’ora di poter ritornare, con la progressione giusta, alla nostra vita di sempre, mettendoci alle spalle questa brutta parentesi”. Padre Andrea entra nel merito: “Per questo, vorrei rivolgermi, in particolare, a quelle persone che, come me, vivono l’esperienza della fede come esperienza di vita quotidiana e vorrei invitare tutti a non perdere contatto, adesso, con la realtà del mondo. Così come abbiamo mostrato attenzione offrendo occasioni di ‘Fede’alla gente affidata alla nostra cura pastorale, attraverso celebrazioni in streaming e momenti di preghiera on-line, mi piacerebbe che rimanessimo accanto alle stesse persone garantendole, fornendo assistenza nella ‘Carità’. Da più parti – ha continuato padre Andrea – arrivano segnali di fatica manifestati da famiglie e imprese per un’economia che è messa a dura prova dalla raffica di pagamenti e incombenze economiche e con la scure del taglio dei posti del lavoro pronta ad abbattersi su ogni settore. Credo che come comunità di cattolici sia arrivato il momento di mostrare un po’ di quello spirito ampiamente diffuso nei racconti dei testi che stiamo leggendo liturgicamente dove le comunità cristiane si distinguevano per la loro capacità di solidarizzare, che le portava ad essere ammirate. Ci sono tante persone che continuano a donare con slancio e anche noi, come Chiesa, dobbiamo sostenere la carità. Così come detto da sant’Agostino, che le tre virtù teologali (fede, speranza e carità) devono viaggiare insieme. Tutti insieme, in quest’unica rete solidale, dobbiamo sostenere la ‘fase 2’, perché nell’usura si cade anche per il pagamento delle bollette. Dobbiamo aiutare le famiglie che hanno davvero bisogno, per non farle cadere nella rete dell’usura”. Così specifica le sue dichiarazioni, padre Andrea: “Lo dico sia perché penso che questo ci aiuterebbe a recuperare un po’ di credibilità evangelica ma anche perché, sia il Procuratore Generale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, sia gli osservatori della Caritas Nazionale, indicano come rischio altamente probabile il sopravanzare di organizzazioni criminali, che dispongono di grande disponibilità di denaro liquido, quali agenzie di credito a cui grandi masse di persone comuni e piccole imprese saranno costrette a rivolgersi per chiedere sostegno. Questo fenomeno, inutile dirlo, spalanca la porta alle organizzazioni criminali mafiose che si impadronirebbero di intere aree del Paese senza fatica. A tal proposito vorrei invitare un numero sempre maggiore di amici a mettersi insieme per costituire reti di solidarietà sia economica che di beni, finalizzate ad arginare questa paurosa quando possibile deriva. Il mio è un invito rivolto a tutti gli uomini di buona volontà affinché la nostra collaborazione diventi per molti una occasione di ‘Speranza’reale. Ad esempio – ha concluso padre Andrea – anticipare con mini abbonamento, taglio di capelli, cure estetiche, acquisto di fiori, colazioni, ecc. che sarebbero usufruiti alla riapertura delle attività ma che rappresentano liquidità immediata per i piccoli artigiani. Tanto vale anche nella ristorazione, come le pizzerie, ad esempio, dove si potrebbero pagare un certo numero di pizze, che si consumeranno dopo. Questa liquidità anticipata, tra l’altro, servirà a far acquistare le materie prime proprio per ripartire”.

Beniamino PASCALE

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