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PADRE MATTEO D’AGNONE E IL MONDO CONTEMPORANEO

Di MARIO BOCOLA

Se Padre Matteo d’Agnone vivesse oggi sarebbe un esempio illuminante per l’uomo del terzo millennio e una figura che calamiterebbe l’attenzione di molti cristiani. Ma, nel contempo, si scandalizzerebbe per la misera condizione dell’uomo di oggi, privo di valori, ateo, miscredente, abbindolato a diversi “credi”, pieno di dubbi e di incertezze e non alieno a seguire le “mode” del momento che lo conducono sulla strada della perdizione. In un mondo caratterizzato dal consumismo più sfrenato, dove l’uomo resta abbarbicato ai beni materiali più che a quelli celesti, Padre Matteo griderebbe allo scandalo, si rivolterebbe, lui che è un uomo “eucaristico”, dedito alla preghiera, alla meditazione, alla contemplazione, allo studio dei testi dei padri della Chiesa e dell’esegetica. L’uomo del terzo millennio è immerso in una società che privilegia il frastuono, il chiasso, il rumore, una condizione, questa, che ovviamente si scontra con quella del Cappuccino di Agnone che ama il silenzio dei conventi e dei monasteri dove più diretto è il colloquio con Dio. L’uomo di oggi non sa più parlare con Dio, non ama il silenzio, la preghiera silenziosa appena percepita dal sottile movimento delle labbra ed in ginocchio davanti al tabernacolo: egli ama il rumore, il chiasso, forme colloquiali che lo allontanano da Dio.

Se Padre Matteo vivesse oggi troverebbe il mondo completamente rivoltato, in subbuglio e stenterebbe ad immedesimarsi in esso. La guerra, la fame, la carestia, le nuove forme di povertà sono il flagello del mondo contemporaneo, un mondo che si misura solo sulla forza delle armi, dove domina incontrastata la dura legge del più forte e dove si combatte solo a fini economici, portando solo morte, distruzione di case, di villaggi, di intere città, senza avere alcuna pietà per l’uomo, creatura di Dio, che ama la pace e la solidarietà tra i popoli. Anche ai tempi di Padre Matteo c’erano le guerre, la carestia, la fame, ma non si combatteva per soli fini economici, ma per difendere uno stato, una nazione dagli attacchi dei nemici, avendo, però, più rispetto per la vita umana. Oggi la vita umana è continuamente sottoposta alla più vile aggressione, non si ha alcun tipo di rispetto, la si distrugge senza misericordia e se Padre Matteo ne fosse spettatore urlerebbe di vergogna, di orrore da tutti i pulpiti.

Se Padre Matteo vivesse oggi troverebbe l’uomo molto lontano da Dio, smarrito, disorientato, abbandonato ad un destino crudele. La forza della preghiera, se pervasa da un cuore infiammato d’amore per il Creatore, accenderebbe un fuoco inestinguibile. Ma di questo l’uomo del terzo millennio non se ne accorge: prega raramente, quando ha tempo perché preso da mille pensieri e preoccupazioni di sorta e dai ritmi frenetici della vita di tutti i giorni. Allora, se l’uomo contemporaneo vuole ritrovare se stesso, capire la propria dimensione corporale e spirituale, ridiventare un credente “vero”, riscoprire il senso della propria esistenza deve conformare la sua vita a chi gliela ha donata, quel Dio infinitamente buono e misericordioso, seguendo un grande modello: PADRE MATTEO DA AGNONE.

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