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Parte il “pullmino anti caporalato” per il servizio di trasporto sui campi dei lavoratori migranti

Parte il “pullmino anti caporalato” della Fondazione Siniscalco-Ceci Emmaus: fornirà il servizio di trasporto sui campi dei lavoratori migranti

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “SU.PR.EME. ITALIA” Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri

È partito l’1 agosto e durerà fino al 30 settembre il servizio di trasporto dei lavoratori migranti, messo a disposizione dalla Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus. Un pullmino, con capienza massima di otto posti a sedere, condurrà i braccianti stranieri sui campi, contribuendo a evitare il pericoloso fenomeno del caporalato. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “SU.PR.EME. ITALIA” Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti sul territorio” promosso dalla Regione Puglia, Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni, Antimafia Sociale.

Il mezzo della Fondazione partirà ogni mattina alle 5 e rientrerà alle 12.30 quando i lavoratori, nel rispetto dell’ordinanza regionale Emergenza caldo, interromperanno l’attività. In tutto saranno tre i pullmini che faranno la spola tra i luoghi di residenza (formali e informali) e le campagne del nostro territorio. Oltre a quello della Siniscalco Ceci opereranno anche i veicoli dell’Anolf Cisl e della Più Servizi Cooperativa Sociale.

La Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus consolida, così, il suo impegno a favore dei migranti e amplia il novero dei servizi a loro disposizione. “Stiamo provando a tracciare un sentiero, vogliamo sperimentare un modello di accoglienza a misura d’uomo per i migranti, necessario perché possano realmente uscire dall’inferno da cui provengono”, dichiara il direttore generale della Fondazione, Antonio De Maso. “Il nostro impegno – prosegue – è quello di costruire modelli di innovazione sociale cercando di integrare tutti i servizi successivi alla prima accoglienza: dal supporto informativo e legale al conseguimento del permesso di soggiorno alla casa con soluzioni abitative autonome, dal lavoro regolare fino a quello del trasporto sui campi. Solo così sarà possibile contrastare la ‘filiera illegale e pericolosa’ che i braccianti stranieri incontrano spesso nei ghetti preferendo restare in quei luoghi”.

Il servizio parte con il turno mattutino ma la Fondazione invia un appello alle aziende interessate per turni in altri orari. “Sarà possibile contattarci per ampliare il servizio anche nelle ore del pomeriggio. Più il servizio sarà ampio e più contribuirà a dare un segnale di contrasto al caporalato. In tal senso sarà decisiva la sinergia tra terzo settore, imprese e associazioni di categoria”.

Per le aziende che vogliono aderire al servizio è possibile contattare l’indirizzo mail torreguiduccicda@gmail.com oppure chiamare direttamente l’operatore Antonio al 320.9121071.

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