Eventi

PARTE LA “SAGRA DEL MAIALE NERO DAUNO”

Si svolgerà da giovedì 8 a domenica 11 febbraio la XIV edizione della “Sagra del Maiale Nero Dauno” organizzata dalla Fondazione “Terra Mia” di San Severo, sempre in prima fila quando si tratta di animare iniziative per la riscoperta e la valorizzazione del territorio locale.
La sagra affonda le sue radici nella storia antica della Daunia, quando l’uccisione del maiale era considerata un vero e proprio rito che coinvolgeva intere comunità del Gargano, dei Monti Dauni e di alcuni centri dell’Alto Tavoliere come, in particolare, San Paolo di Civitate. Ma anche comunità monastiche come quelle dei padri Celestini di San Severo e di Torremaggiore (“Monastero Terrae Maioris”). Nel periodo tra Natale e la prima decade di febbraio, considerato quello più freddo dell’anno (i giorni cosiddetti “della Merla” sono identificati alla fine di gennaio), tutta la famiglia si mobilitava per sopprimere il maiale allevato con cura nella stalla adiacente all’abitazione o in campagna. Soprattutto il freddo era ritenuto l’elemento migliore per sostenere le operazioni di eliminazione vera e propria dell’animale, il contestuale recupero del sangue per ricavarne il “sanguinaccio” e delle interiora (da bollire immediatamente e mangiarle come soffritto con l’aglio). Persino le setole e le budella (queste ultime utilizzate come involucro delle salsicce) venivano prelevate : l’antica civiltà contadina applicava alla lettera il motto “Non si butta via niente!”. Esattamente tutto il contrario di quello che noi, invece, facciamo oggi!
Le frattaglie potevano anche essere trasformate nella salsiccia detta “polmonata” o “fegatazzo” che aveva i suoi estimatori non fosse perché, in una società povera, aveva un basso costo!
Dopo la morte del maiale, e sua sezionatura ad opera di personale esperto, per 24 ore la carne veniva lasciata a frollare in locale areato per poi procedere alla effettuazione della procedura prevista per ottenere prosciutto, filetto, culatello e capocollo. Quest’ultimo, come è noto, è costituito dal collo del suino, un unico pezzo lavorato ed opportunamente “retato”, ed appeso ad essiccare (come dl resto gli altri prelibati prodotti realizzati e, di norma, arricchiti con aromi quali rosmarino, alloro e/o peperoncino. Per il prosciutto l’operazione era più complessa, perché il blocco posteriore veniva messo a marinare con sale, pepe ed altre spezie ma aveva bisogno di molto più tempo per essere impregnato da questi condimenti, non fosse per altro che per le sue dimensioni. I suoi cultori sanno, ad esempio, che il prosciutto, durante la fase di essiccazione, va continuamente girato mattina e sera perché è molto delicato.
Osserva il presidente della Fondazione “Terra Mia”, Armando Niro : “Conoscere e praticare le tradizioni del passato non può che consolidare le produzioni locali, che sicuramente devono contribuire in maniera rilevante alla valorizzazione del territorio nel suo insieme ed al suo sviluppo economico e turistico. Altre zone dell’Italia si sono già mosse da tempo (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Trentino, etc.); ora sarebbe il caso che anche la Daunia si desse da fare in maniera convincente!”.
Questo il programma dettagliato della manifestazione :
Giovedì 8 febbraio
· Degustazione del “zuffrettìlle” di frattaglie c\o lo “Scacciapensieri”, via Bologna 110, ore 20.00
Sabato 10 febbraio
Symposium, sempre “Scacciapensieri”, Via Bologna 110, ore 20.00, con spettacolo dialettale\musicale con il cantastorie Nazario Tartaglione
Domenica 11 febbraio
Inaugurazione del Parco Officinale e del Percorso Natura presso il VILLAGGIO DELLA SPERANZA. Inizio attività ore 9.30. Consegna delle tessere di socio onorario della Fondazione “Terra Mia” al coordinatore regionale di FARE AMBIENTE, dr. Marcello Amoroso, al gourmet p.a. Michele d’Orsi, ed al giornalista dr. Luigi Amoroso. Consegna bottiglie di vino agli amici che hanno adottato i filari della vigna e delle bottiglie di olive in salamoia a chi ha adottato, invece, degli alberi di ulivo.
Al termine, aperitivo di congedo.
Per chi fosse interessato ad ulteriori informazioni, è a disposizione il numero Whatsapp 3200390845.

Con gentile preghiera di pubblicazione e/o diffusione

San Severo, 05 febbraio 2018 L’addetto stampa

dr. Luigi Amoroso
giornalista pubblicista

Altri articoli

Back to top button