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Per la missione della diocesi di San Severo in Benin: “Un bambino, un libro, un insegnante, una penna possono cambiare il mondo…”

Il Rotary Club San Severo, ha risposto all’appello di don Nazareno Galullo, per la missione della diocesi di San Severo in Benin: “Un bambino, un libro, un insegnante, una penna possono cambiare il mondo…”

Si è sempre distinto il Rotary Club San Severo per la sensibilità alla solidarietà come atto umanitario. Ed è così che nella sala conferenze dell’Hotel Cicolella, a San Severo, su input del membro del direttivo, Roberto D’Amore, alla presenza del presidente, Vincenzo Manuppelli e della segretaria, Wilma Ardisia, don Nazareno Galullo, sacerdote diocesano “fidei donum” a Cotiakou, ha divulgato l’attività che dal 1996, la diocesi di San Severo, svolge in Benin. Con immagini eloquenti, don Nazareno ha iniziato così: “Veniamo a tutti voi con la proposta di adottare a distanza bambine, ragazzi e giovani africani, che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di studiare. L’utilità del sostegno a distanza è sempre più importante perché c’è tanta voglia, da parte di questi ragazzi, di studiare e imparare. La cosa importante è quella che ognuno possa dare a quel gesto di solidarietà, un vero senso di fraternità che unisce chi esegue la donazione e chi la riceve. Un’azione che mette nelle condizioni di far star bene altre persone. Ma è uno star bene reciproco, come in una famiglia”. Nelle conclusioni don Nazareno entra nel merito: “Il sostegno a quei bambini va oltre la donazione in quanto tale, grazie anche al nobile gesto del Rotary Club San Severo. Si tratta di un gesto che ci fa sentire in famiglia; un gesto che porti ad essere una grande famiglia, nel senso che ci sono fratelli e sorelle, che aiutano altri fratelli e sorelle. Inoltre, sarebbe proprio bello poter ricevere a Cotiakou, altri fratelli che vengano a trovarli dai nostri paesi o che bussino alla porta della Missione per poter stare tutti più vicini. La missione serve a risvegliare anche le coscienze e vedere con occhi diversi anche da vicino chi, spesso, ci sta molto vicino”. Leitmotiv ripreso dal presidente, Manuppelli: “Il Rotary ha una sua ‘mission’ che è quella di servire gli altri, promuovere l’integrazione, la comprensione, la buona volontà e la pace nel mondo. Nell’ambito di ciò, ha da sempre concentrato i propri sforzi nelle sei aree d’intervento che rispecchiano i più pressanti bisogni dell’umanità: pace e risoluzione dei conflitti; prevenzione e cura delle malattie; acqua e strutture igienico-sanitarie; salute materna e infantile, alfabetizzazione e educazione di base; sviluppo economico e comunitario. Per questo, l’iniziativa promossa dal nostro Club in merito al processo di adozione a distanza, di concerto con la Diocesi di San Severo, permette di realizzare insieme tutte le aree d’intervento storiche dell’ideale rotariano. Ringrazio don Nazareno Galullo e la Diocesi di San Severo per aver permesso tutto questo. Il Rotary si prenderà cura, per un anno, del percorso formativo e scolastico di tre bambini del Benin” Artefice e promotore dell’iniziativa è stato Roberto D’Amore: “Quest’iniziativa di solidarietà a distanza l’ho proposta a tutti perché da tempo ho iniziato a dare un mio piccolo e personale contributo. Un’iniziativa per promuovere un sostegno a quanto sta facendo la diocesi di San Severo in Benin da anni. Grazie a don Nazareno che c’ha fatto capire i desideri di quei bambini e noi faremo in modo di farli diventare realtà”.

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