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Piccole Cose Fest, il 12 agosto tre vie delle parole per la giornata conclusiva

A Monte Sant’Angelo Fabio Macaluso, Pasquale Vitagliano e la Compagnia Teatrale Spazio Off chiudono l’XI edizione del festival dedicato ai beni immateriali.

Nell’ultima giornata del Piccole Cose Fest 2026, le vie delle parole si moltiplicano.

Dopo aver attraversato la memoria e la musica nella prima giornata e la poesia di Umberto Saba nella seconda, il festival arriva alla sua conclusione percorrendo tre strade diverse ma profondamente legate tra loro. La parola che racconta l’esperienza, quella che racconta i luoghi e quella che diventa teatro.

È il senso di “Le vie delle parole”, tema dell’XI edizione del Piccole Cose Fest, il Festival dei beni immateriali ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Rhymers’ Club con la direzione artistica del poeta Raffaele Niro.

Il 12 agosto, in Piazza Carlo D’Angiò, la giornata conclusiva prenderà il via alle 20.00 con Fabio Macaluso, che presenterà Volevo un tè al limone (Marsilio), in dialogo con Pasquale Vitagliano.

Candidato al Premio Strega 2026, il libro di Macaluso è un memoir che affronta senza reticenze il tema della malattia mentale. È la storia di un uomo che vede crollare la propria vita sotto il peso di una depressione devastante e scopre di essere affetto da bipolarismo.

Ma Volevo un tè al limone non è soltanto il racconto di una caduta. È anche il racconto della possibilità di trasformare un’esperienza dolorosa in parola, e quindi in una forma di conoscenza condivisa. La scrittura diventa uno spazio nel quale ciò che spesso rimane nascosto può finalmente essere nominato, raccontato e guardato senza vergogna.

La parola, in questo caso, è una parola che rompe il silenzio.

Fabio Macaluso è avvocato di media digitali e privacy, presidente della Fondazione Casa Rossa Onlus di Bari e dell’associazione Controvento di Locorotondo. Tra i fondatori del M9 – Museo del ’900 di Venezia, è stato docente alla Sapienza, alla Luiss e al DAMS di Padova e ha lavorato come top manager nel settore delle comunicazioni elettroniche.

A seguire Pasquale Vitagliano presenterà “A brulichio” (Oligo), ancora in dialogo con Fabio Macaluso.

La definizione stessa contenuta nel titolo, a brulichio, cioè in modo apparentemente agitato e confuso, diventa la chiave per entrare in una Puglia raccontata non come semplice sfondo geografico, ma come territorio dell’anima.

Tra santi e mafiosi, santuari e teatri, re che scappano, nuove province, arrivi e partenze, Vitagliano attraversa il Mezzogiorno e lo guarda da una prospettiva particolare, quella di una terra che guarda a Oriente e che continua a essere un luogo di passaggio, di confine, di incontri e contraddizioni.

La parola diventa così uno strumento per raccontare i luoghi e restituire loro complessità.

Poeta e critico letterario de Il Manifesto, Pasquale Vitagliano vive e lavora in Puglia. È inserito nell’Atlante dei poeti Ossigeno Nascente curato dall’Università di Bologna e ha pubblicato, tra le altre, la raccolta L’amore, a volte (Ronzani Lietocolle, 2025).

La giornata e l’intera XI edizione del Piccole Cose Fest si concluderanno alle 21.00 con “A bordo del Virginian”, spettacolo della Compagnia Teatrale Spazio Off, tratto e adattato da Novecento di Alessandro Baricco.

La storia è quella di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, il bambino abbandonato sul piroscafo Virginian e cresciuto sulla nave senza mai mettere piede sulla terraferma. Un pianista straordinario che non legge la musica ma, soprattutto, sembra saper leggere le vite e i segreti degli uomini che attraversano l’oceano.

A raccontarne la storia è Max, trombettista dell’orchestra di bordo, testimone di un’esistenza sospesa tra la musica, l’amicizia, la paura dell’infinito e il desiderio impossibile di affrontare la terraferma.

In scena Paola Marino, regia e interpretazione, Salvatore de Iure al pianoforte e Milena Carafa al cajon.

È qui che la parola compie l’ultimo passaggio delle “vie” percorse dal festival, diventa teatro, voce, presenza, immaginazione.

Una storia può nascere da una pagina, ma quando viene detta ad alta voce torna a essere esperienza condivisa. E in una piazza, davanti a un pubblico, può accadere ancora una volta quella magia antica del racconto: una voce che parla e qualcuno che ascolta.

Con A bordo del Virginian si chiude così il viaggio del Piccole Cose Fest 2026.

Un viaggio che in tre giorni ha attraversato memoria, musica, poesia, esperienza, luoghi e teatro, nella convinzione che le parole non siano semplicemente strumenti per raccontare ciò che esiste, ma una delle forme attraverso cui una comunità può continuare a riconoscersi e a immaginare il proprio futuro.

Il Piccole Cose Fest, nato nel 2016 nel centro storico di Monte Sant’Angelo, città dei due siti UNESCO nel cuore del Gargano, sceglie ancora una volta di dedicare attenzione ai beni immateriali,  quei patrimoni fragili e spesso invisibili fatti di memoria, cultura, relazioni, paesaggio sonoro, parola poetica e tempo condiviso.

Il 12 agosto le vie delle parole arrivano al loro ultimo appuntamento. Ma il viaggio, come tutte le storie che meritano di essere raccontate, non finisce davvero quando si spengono le luci.

APPUNTAMENTI DEL 12 AGOSTO

Ore 20.00 · Piazza Carlo D’Angiò
Fabio Macaluso
Volevo un tè al limone
in dialogo con Pasquale Vitagliano

Ore 20.00 · Piazza Carlo D’Angiò
Pasquale Vitagliano
A brulichio
in dialogo con Fabio Macaluso

Ore 21.00 · Piazza Carlo D’Angiò
Compagnia Teatrale Spazio Off
A bordo del Virginian
da Novecento di Alessandro Baricco
con Paola Marino, Salvatore de Iure e Milena Carafa

Associazione Culturale Rhymers’ Club

www.fortezzabastiani.net

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