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Piccole speranze: nasce “Laudate Dominum”, un nuovo coro di giovani ragazzi.

di Dante Scarlato

L’attuale situazione emergenziale, oltre che sul piano sanitario, rischia anche di lasciare danni dal punto di vista sociale, vista l’impossibilità di seguire una continuità sia a livello scolastico che educativo (si pensi ai tanti oratori parrocchiali e alle tante associazioni che non possono più svolgere le proprie attività); l’accompagnamento in percorsi di crescita e ascolto, non sembra essere tra le priorità di un Paese che prova a ripartire da un isolamento che i più giovani pagano quanto, se non più, degli adulti.

È in questo spirito che nascono iniziative come “Laudate Dominum”: un coro formato da cinque ragazzi, Mario, Massimiliano, Antonio, Vincenzo e Nazario, che dalla scorsa estate hanno deciso di mettersi insieme e mettere a frutto il proprio tempo a favore della comunità, lanciandosi anche sui vari social per farsi conoscere.

Come nasce lidea di formare questo piccolo coro?

“Il nostro coro nasce innanzitutto con l’intento di animare le celebrazioni liturgiche favorendo in esse la gioia e la bellezza che il canto dona, specialmente quello liturgico. Durante la pandemia, nelle nostre videochiamate, era già nato un piccolo desiderio di formare un gruppetto canoro, se così vogliamo definirlo.

Bene, quello che allora era un semplice progetto, adesso si chiama Laudate Dominum”.

La decisione di chiamarlo così non è casuale, infatti il principale scopo della nostra attività musicale è proprio quella di lodare e adorare Dio con il canto.                                                      

Abbiamo animato già varie celebrazioni nelle nostre parrocchie di provenienza e adesso ci stiamo preparando per le celebrazioni Pasquali, sperando di poterle vivere insieme nonostante le restrizioni.”

Riuscite a conciliare gli impegni scolastici con le attività corali?

“Sì, non abbiamo grossi problemi nel conciliare le due cose, anche perché le nostre prove si svolgono sempre in un orario concordato da tutti ovviamente, alternando gli incontri a seconda degli impegni di ciascuno.

Siamo tutti contenti di questa bella realtà che rafforza la nostra amicizia e in cui crediamo tanto, e con laiuto di Dio speriamo di procedere sempre con amore e soprattutto con il desiderio di animare al meglio la liturgia. Daltronde come diceva SantAgostino Chi canta prega due volte!”.

Ci auguriamo che piccole realtà come questa vengano sempre più incoraggiate e che riescano ad attirare l’attenzione sugli adolescenti, visto il momento di particolare fragilità in cui risulta difficile stare insieme e coltivare l’ascolto delle giovani generazioni.

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