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PINUCCIO BELMONTE: “LA CLASSE POLITICA ATTUALE NON RIESCE A FRONTEGGIARE I BISOGNI DELLA CITTÀ”

L’OPINIONE COMUNE di DESIO CRISTALLI

 ABBIAMO CHIESTO ALL’ING. GIUSEPPANTONIO BELMONTE (nella foto), GIÀ VALIDO SINDACO DELLA NOSTRA CITTA’, DI RISPONDERE, PER UN’INTERVISTA FLASH, A UN’UNICA DOMANDA AL FINE DI FORMULARE UNA ‘FULMINANTE’ OPINIONE SULL’ATTUALE MOMENTO POLITICO-AMMINISTRATIVO DELLA CITTÀ, GIUDICANDO QUINDI LA COALIZIONE DI MAGGIORANZA E L’ATTUALE OPPOSIZIONE. ECCO COSA CI HA RISPOSTO:

“È lo stato della ‘politica’ a San Severo che mi preoccupa come cittadino. Un giudizio sui buoni o i cattivi non è nel mio costume. C’è purtroppo una insufficienza della classe politica attuale a fronteggiare quelli che sono i bisogni della città. Chiaramente le responsabilità maggiori la gente le attribuisce a chi gestisce il potere, ed è anche giusto, ma gli altri non possono sottrarsi al loro dovere di interpretare i bisogni e quindi dare le risposte ad essi. Non sono un ragioniere della politica, non mi interessa contare le buche sull’asfalto delle nostre strade, peraltro problema nazionale, ma la mia considerazione è su quanto è avvenuto in questi anni, di cui nessuno si è reso conto o ha dato la giusta importanza. Il primo problema di chi amministra è rendersi conto se alla richiesta di servizi da parte del cittadino ci sia risposta adeguata. A me non sembra! Tanto per citare esempi: la sclassificazione della stazione ferroviaria, l’eliminazione delle direzioni tecniche di enti importantissimi come l’ENEL, l’EAAP, la Ferrovia del Gargano, sono decisioni che impoveriscono non solo i cittadini Sanseveresi, ma anche quelli dei Comuni viciniori. In questi giorni c’è stata una risposta positiva, anche per l’impegno, fra gli altri, della compagine amministrativa, è stato salvato anzi promosso il nostro Ospedale. E’ opportuno anche ricordare che lo stesso è un lascito di cittadini benemeriti del passato, non una concessione dei governanti dei tempi. Quello che noto da osservatore che non ha interessi da difendere, è una mancanza di coscienza collettiva dei bisogni della comunità. Un tempo, anche si ipotizzavano soluzioni diverse, i problemi erano ben individuati. Poi si davano soluzioni diverse a seconda di chi era al potere. Oggi questa analisi collettiva manca. Si sta facendo avanti una nuova classe dirigente, che si coagula attorno all’A. C., la stessa voluta dai più, me compreso. Sono giovani, di buone speranze, che sembra tardino a concretizzarsi. C’è però una certezza, non sono lestofanti della politica o ‘esperti’ dell’amministrare. Bisogna però che si convincano che non basta essere onesti in politica, questo appartiene alla morale, ma bisogna essere capaci! E’ sotto gli occhi di tutti noi l’osservare che la città è in ‘vendita’! Certo se i giovani non vedono il loro futuro in loco, fuggono, e saremo sempre “più poveri”! Bisogna sforzarsi per creare e carpire sempre nuove occasioni di lavoro, certo con ogni garanzia, ma non rifiutare opportunità che ci vengono offerte! Potrei dilungarmi, ma lo spazio è tiranno e poi non vorrei essere equivocato, non rimpiango il passato, ma sono preoccupato per il futuro”.

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