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POSSIBILI DAZI INTERNAZIONALI SU VINO E OLIO: PREOCCUPATI GLI AGRICOLTORI DI CAPITANATA

di DESIO CRISTALLI

CONFAGRICOLTURA ha lanciato un allarme che preoccupa non poco anche il mondo agricolo della nostra Capitanata: dopo formaggi, salumi e agrumi, i dazi USA potrebbero a breve colpire anche altri due pezzi pregiati dell’export made in Italy e cioè il VINO e l’OLIOD’OLIVA. E Confagricoltura svela anche un’altra brutta notizia: che i dazi già in vigore “potrebbero raddoppiare: dal 25 al 50 per cento. Con la conseguenza di spingere i nostri prodotti più importanti fuori dal mercato”. Insomma, un inizio di anno non certo entusiasmante per un mercato, quello USA, dove le nostre imprese agroalimentari fatturano oltre 4 miliardi di euro all’anno. “La prospettiva è particolarmente preoccupante per tutto il sistema agroalimentare italiano – sottolinea il Presidente di Confagricoltura, MASSIMILIANO GIANSANTI – perché le consultazioni con gli operatori economici, promosse dagli Stati Uniti, si concluderanno il 13 gennaio prossimo e i nuovi dazi potrebbero scattare subito, al massimo dopo un mese”. E a questo punto Confagricoltura punta il dito contro Bruxelles. “Siamo grati al governo per le iniziative già in corso a tutela delle nostre esportazioni – ha aggiunto GIANSANTI -. Analoghe iniziative sono state avviate anche da altri Stati membri. Continua, invece, a mancare una risposta dell’Unione europea”. GIANSANTI spinge con forza per un negoziato diretto con l’amministrazione americana per negoziare un accordo che metta fine al contenzioso commerciale. “Dopo le intese raggiunte con Giappone e Cina, è facile prevedere che sia destinata a salire la pressione degli USA sull’export dell’Unione Europea”, sottolinea. “All’Unione europea abbiamo anche espresso l’esigenza di accelerare la procedura, per mobilitare un’adeguata dotazione finanziaria straordinaria a supporto dei settori produttivi colpiti dai dazi statunitensi – continua GIANSANTI – A breve, saranno evidenti gli effetti negativi dei dazi già in vigore dall’ottobre scorso sulle nostre esportazioni destinate agli Stati Uniti”. Confagricoltura ricorda che nel 2018 le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani sul mercato USA hanno superato i 4 miliardi di euro e che circa la metà del valore complessivo è assicurata dalle vendite di vini (1,5 miliardi) e olio d’oliva (400 milioni), che potrebbero essere sottoposte ai nuovi dazi in fase di valutazione a Washington. Per la Capitanata, insomma, si prospetta un futuro ancora più difficile per vino e olio, due cardini dell’economia della provincia di Foggia. I massimi rappresentanti del mondo agricolo dauno si stano muovendo in tutte le direzioni perché si attuino tutti i tentativi per scongiurare eventuali nuovi dazi che possano coinvolgere anche i nostri comparti vitivinicolo ed oleario. Non sarebbe male che anche tutto il mondo dell’informazione pugliese — e di Capitanata in particolare — facesse sentire in modo fragoroso la voce preoccupata delle nostre popolazioni, gran parte delle quali vivono di vitivinicoltura ed olivicoltura. Il tempo a disposizione per scongiurare nuovi dazi-capestro per l’economia italiana e per l’intera terra pugliese è veramente pochissimo, cerchiamo di non bruciarlo con ingiustificati tentennamenti e con eventuali polemiche socio-politiche in questo Paese sempre –sciaguratamente!!! — all’ordine del giorno.

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