ComunicatiPrima pagina

Progetto “Stare insieme rende forti”. Matteo Coletta per la Coop. Attivamente: “nel solco della continuità con “Seminamenti” e Km0-buono,etico,solidale stiamo costruendo nuove opportunità per il territorio.”

“In apertura lasciatemi ringraziare il Gal per l’ospitalità e per il lavoro che svolge nella gestione dei fondi Psr, un’azione essenziale per tracciare innovazione e sviluppo territoriale. Grazie Paky, grazie Dante per il prezioso impegno e per il ruolo che svolgete, un grazie a cui sono certo si uniscono anche gli amici di Agape, Madetrening e Ortovolante con cui oggi presentiamo il progetto “stare insieme rende forti”.
Quello da cui partiamo è l’esperienza maturata con il progetto “Seminamenti”. Un progetto sperimentale di agricoltura sociale per l’inserimento lavorativo di giovani neet avviato con il comune di San Severo. Una sfida in cui abbiamo creduto ed investito importanti energie. Non era facile e non era scontato riuscire negli ambiziosi obiettivi che ci eravamo prefissati eppure oggi possiamo raccontare di una storia che, partita con quella intuizione, ha avuto la capacità di strutturasi e andare avanti. Abbiamo continuato oltre il finanziamento iniziale, avviato una bottega dove si possono acquistare i prodotti coltivati dai ragazzi ma che è anche luogo di incontro, promozione culturale e sociale lavorando per stimolare consapevolezza e attenzione per quello che mangiamo, dove promuovere modelli di valorizzazione del territorio, valorizzare piccole filiere produttive, per contrastare lo spreco alimentare, per incentivare processi socio economici attenti ad uno sviluppo sostenibile, buono, etico, solidale. Con la convinzione che le piccole scelte quotidiane, anche fare la spesa, fanno la differenza. In questo solco abbiamo tracciato la nostra azione, coinvolto giovani produttori per valorizzare il loro impegno, dialogato con i servizi sociali per rendere ancora di più l’agricoltura sociale uno strumento di presa incarico per contrastare disagio sociale e incentivare processi di inserimento, crescita personale, potenziamento del life skills, generatore di nuove opportunità economiche. Siamo così arrivati a candidare un progetto alla misura promossa dal Gal con la volontà di valorizzare una rete di esperienze che insieme potessero agire con ancora più forza sugli obiettivi e sui bisogni a cui facevo riferimento. Potenziare interventi di agricoltura sociale significa, oggi, lavorare per avviare un maggiore e più intenso dialogo con gli enti locali, con le associazioni e il territorio in generale. Per questo abbiamo pensato di strutturare incontri e percorsi informativi dove metterci a disposizione per il trasferimento delle competenze acquisite. Abbiamo immaginato percorsi di formazione e laboratoriali con le scuole rivolti ai ragazzi. Ciascuno per il suo, a seconda delle differenze competenze all’interno dell’ats, lavoreremo per intensificare il potenziale che ha oggi l’agricoltura sociale in un territorio, come il nostro, a forte vocazione agricola. Nello specifico noi lavoreremo all’organizzazione di eventi presso l’ente morale di Sangro, all’attivazione di laboratori esperienziali con ragazzi e famiglie presso gli orti che gestiamo, incrementare il livello di collaborazione e connessione tra i processi sociali e la loro prosecuzione stimolando e sensibilizzando il tessuto produttivo e le aziende del territorio ad accogliere i soggetti che saranno beneficiari del progetto. Abbiamo pensato di lavorare sull’innovazione. Per questo realizzeremo un programma di formazione e sperimentazione con i ragazzi tramite la realtà aumentata. Una app e un sito per l’incrementazione dell’’ecommerce. Non mancheranno laboratori per lavorare su educazione ambientale e alimentare, attività di animazione sociale per diffondere il valore dell’agricoltura sociale, iniziative per aumentare il grado di conoscenza sui temi della biodiversità, dell’individualismo urbano, la realizzazione di un marchio etico, 4 percorsi legati alla stagionalità dei prodotti locali con degustazione e intrattenimento. Lavoreremo con il piano sociale di zona, il distretto socio sanitario per incentivare nuove iniziative che mettano al centro l’agricoltura sociale nelle sue diverse forme e opportunità.
Insomma crediamo ci siano tutti gli elementi per poter riuscire, anche in questo, ambizioso percorso.”

Altri articoli

Back to top button