Pronto Soccorso di San Severo al collasso: ad agosto turni a rischio, servono interventi immediati

Il Pronto Soccorso dell’ospedale “Teresa Masselli Mascia” di San Severo si prepara ad affrontare agosto in una situazione che non può più essere considerata una semplice difficoltà organizzativa. L’organico medico sarebbe ormai ridotto a sole tre unità: due medici in servizio, oltre al direttore dell’unità operativa.
Numeri drammaticamente insufficienti per assicurare una regolare turnazione durante tutte le 24 ore. Il rischio concreto è che nel periodo più delicato dell’anno alcuni turni possano rimanere completamente scoperti, con conseguenze potenzialmente gravissime sull’assistenza e sulla sicurezza dei pazienti.
Sulla carta, il presidio ospedaliero di San Severo è classificato come DEA di I livello. Nei fatti, però, il suo Pronto Soccorso non disporrebbe più delle risorse umane minime necessarie per sostenere pienamente il ruolo che gli è stato assegnato.
Non si tratta di una struttura marginale. Il Pronto Soccorso di San Severo rappresenta un punto di riferimento per migliaia di cittadini dell’Alto Tavoliere e costituisce uno dei principali avamposti per la gestione dell’emergenza-urgenza nel Nord della provincia di Foggia. Durante l’estate, inoltre, la pressione aumenta ulteriormente per la presenza di turisti e per l’incremento della popolazione nelle località costiere e garganiche.
Le conseguenze della carenza di personale sono già facilmente immaginabili: attese interminabili, sovraffollamento degli ambienti e carichi di lavoro ormai insostenibili per medici, infermieri e operatori sanitari. Professionisti che continuano a garantire il servizio con abnegazione, ma che non possono essere lasciati soli a fronteggiare un’emergenza diventata strutturale.
In questo clima cresce inevitabilmente anche l’esasperazione di pazienti e familiari. Una frustrazione che, purtroppo, finisce talvolta per trasformarsi in aggressioni verbali o fisiche contro chi lavora in prima linea. Episodi inaccettabili, che devono essere condannati senza esitazioni, ma che confermano quanto una struttura congestionata possa diventare terreno di tensioni pericolose.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le ambulanze del 118 afferenti al DEA di I livello, costrette talvolta ad attendere a lungo prima che i pazienti trasportati possano essere presi in carico. Un blocco che rischia di sottrarre mezzi e personale sanitario alle successive richieste di soccorso provenienti dal territorio.
La dedizione degli operatori non può continuare a sostituire una programmazione adeguata. Occorrono risposte immediate da parte dei vertici dell’ASL Foggia, della Regione Puglia e di tutte le autorità competenti: personale aggiuntivo, turnazioni sostenibili e misure straordinarie capaci di garantire la continuità del servizio durante agosto.
San Severo e l’intero Alto Tavoliere non possono permettersi un Pronto Soccorso senza medici. La sanità d’emergenza non può sopravvivere soltanto grazie al sacrificio di pochi professionisti. Prima che la carenza di personale si trasformi in una vera emergenza sanitaria, è necessario intervenire. E bisogna farlo adesso.



