Pronto Soccorso di San Severo al collasso: l’allarme di Masucci e il duro monito dei medici dell’emergenza

È un quadro preoccupante quello tracciato da Angelo Masucci, consigliere comunale e candidato alle regionali, che denuncia la situazione «critica» del Pronto Soccorso di San Severo, definendolo «un servizio al limite del collasso». Secondo Masucci, il reparto è ormai schiacciato da carenze di personale, turni estenuanti e spazi non più adeguati al volume di accessi. Da qui la richiesta di interventi immediati per rendere la sede nuovamente attrattiva e funzionale, con misure come l’adeguamento dei compensi, concorsi a tempo indeterminato, programmazione strutturale delle assunzioni e una reale integrazione tra 118 e Pronto Soccorso. Tra le sue proposte figurano anche la stabilizzazione dei medici del 118, l’adeguamento delle retribuzioni e la messa a concorso dei posti vacanti.
Alle parole di Masucci fa eco il commento del Dr. Davide Savino, rappresentante regionale SAUES, che conferma la gravità del quadro e insiste sulla necessità di rivedere urgentemente il trattamento economico dei medici dell’emergenza. «Lo stipendio va adeguato, così come il pagamento dei turni aggiuntivi», spiega. «Un turno extra diurno di sei ore è pagato circa 480 euro netti, mentre un notturno di dodici ore arriva a poco più di 650: è come se la notte valesse la metà, nonostante sia pur sempre un turno aggiuntivo». Savino denuncia inoltre la profonda crisi del 118, dove i professionisti sono convenzionati con un compenso inferiore a quello dei medici di medicina generale, pur dovendo affrontare notti, festivi e situazioni ad alta responsabilità. «Il contratto non è attrattivo, e infatti i medici non ci sono», afferma.
A pesare, secondo Savino, c’è anche la mancata applicazione in Puglia del decreto del 2023 che avrebbe consentito ai medici del 118 di partecipare ai concorsi per la dirigenza mantenendo il proprio ruolo. «La Regione ha utilizzato quella possibilità solo per tamponare i Pronto Soccorso. Il risultato è che oggi in tutta la Capitanata sono rimasti meno di 30 medici per il 118, quando ne servirebbero almeno 115: trovare un medico in turno è diventata una questione di fortuna». Per invertire la rotta, il sindacato chiede tre interventi chiave: aumentare gli onorari di tutti i medici dell’emergenza-urgenza, consentire a chi opera nel 118 di accedere alla dirigenza scegliendo se restare nel servizio o passare al Pronto Soccorso, e creare finalmente la figura del medico unico dell’emergenza, capace di operare in entrambi i contesti. «Senza un cambio di regole a livello regionale», conclude Savino, «questa situazione non potrà migliorare».



