Protesta agricoltori. Tavola rotonda a Torremaggiore: il sindaco Di Pumpo a sostegno dei manifestanti.

Nella serata di mercoledì 31 gennaio, nella sala “Federico II” del comune di Torremaggiore, si è tenuta la tavola rotonda indetta dal sindaco Emilio Di Pumpo. All’ incontro hanno preso parte Francesco Miglio e Costantino Rubino, rispettivamente sindaci di San Severo e San Paolo di Civitate, i cui agricoltori, unitamente a quelli di Torremaggiore, hanno dato vita ad un presidio di protesta contro le politiche agricole europee. Riforme ambientali e

aumenti dei costi di produzione che costringono gli imprenditori agricoli a manifestare e protestare ormai, settimane. Ascolto e attenzione anche da parte delle associazioni di categoria. Per Confagricoltura, CIA ( agricoltori italiani di Capitanata) presenti i presidenti, Filippo Schiavone, Angelo Miano, per Coldiretti il presidente provinciale Mario de Matteo, il presidente giovani impresa, Ugo Celozzi e il direttore Marino Pilati, unitamente ai tre sindaci, per dare supporto agli agricoltori.
“Il comparto agricolo è già messo a dura prova dall’andamento generale dell’economia per cui è un dovere dei rappresentanti istituzionali ascoltare e confrontarsi con chi vive e affronta queste difficoltà”- quanto dichiarato da Di Pumpo, sindaco di Torremaggiore-.
In collegamento da Roma, la Senatrice Gisella Naturale, solidale con gli agricoltori, ha ribadito l’urgenza di un impegno corale per risolvere alcuni atavici problemi, primo fra tutti il prezzo congruo dei prodotti agricoli.
“Riguardo la PAC- dichiara la Senatrice- nella sua duplice sfida, produrre alimenti e salvaguardare la biodiversità, ritengo ci sia tanta disinformazione e ben venga la proroga oggi decisa dall’Europa riguardo le superfici a riposo. Bisogna fermarsi per coordinarsi e capire insieme dove si vuole andare”- condannando le troppe strumentalizzazioni che stanno cavalcando la protesta generando il caos-.
“Decisamente fuori luogo, la mancata conferma da parte del Governo delle attese misure di sostegno ( Irpef, credito d’imposta carburante, esonero contributivo giovani) per un reddito agricolo già pesantemente minato dall’aumento del carburante e di tutte le materie prime che, unita ai danni derivati dal cambiamento climatico, demolisce ogni speranza di fare impresa nel settore agricolo”- le sue conclusioni-.




