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Qualità della vita per gli anziani: la provincia di Foggia al 79esimo posto. Don Giuseppe Ciavarella «C’è bisogno di accogliere e di amare».

Un’emergenza silenziosa ma sempre più frequente quella degli anziani che versano in situazioni di difficoltà ed indigenza materiale, acuitasi durante la pandemia, così è stata fotografata provincia di Foggia dal centro studi del Sole24Ore, che nel suo report ha inserito il territorio di Capitanata nella fascia medio-bassa tra le 107 provincie italiane.

«Noi qui siamo partiti da una piccola realtà e siamo riusciti piano piano a costruire un circolo di solidarietà, dapprima a Torremaggiore ed ora qui con l’onlus “Madre Teresa di Calcutta”» – ci conferma don Giuseppe Ciavarella, da anni impegnato sul fronte dell’assistenza agli anziani, che oggi abbiamo incontrato in una serata organizzata in convivialità con alcuni suoi ospiti, insieme a Rino Grassi (imprenditore) e ad Angelo Cardillo (cantastorie locale) – «qui da noi chiunque trova un ambiente accogliente, speriamo che anche altri facciano così. »

Fra le priorità indicate dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), infatti, spiccano anche importanti iniziative per l’assistenza agli anziani non autosufficienti, prevedendo l’istituzione di Case di Comunità e di Ospedali di Comunità che possano assicurare le cure essenziali in maniera più capillare sul territorio e senza sacrificare gli affetti. A fronte di una aspettativa di vita sempre più alta nel suo complesso, circa 82 anni, sembra aggravarsi il dato relativo alla qualità della stessa.

Quale momento migliore per intervenire se non questo?

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