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QUANDO SI INCONTRA LA MALATTIA ONCOLOGICA, “HO LOTTATO, MA NON ERO SOLA!” UNA GIOVANE MAMMA SI RACCONTA

Di Elisabetta Ciavarella

Ho sempre pensato che bisogna affrontare le giornate con entusiasmo e gioia di vivere“, esordisce una giovane ragazza di nome Marianna  MITOLO,  attraverso una lettera accorata inviata alla Gazzetta di San Severo.

Ogni giorno, ogni ora, rappresentano un’opportunità ed è  il nostro atteggiamento che può cambiare la visione delle cose.Da mamma lo insegno ai miei figli e cerco di infondere loro positività e sorrisi, come anche a chi mi circonda“, puntualizza Marianna, madre attenta, nel suo ruolo genitoriale, a trasmettere una visione ottimistica della vita.

Mi sono allenata nel quotidiano e ho rinsaldato le mie convinzioni ed i miei ‘muscoli’.

Un ostacolo, ad esempio, ci insegna a saltare, mentre la confusione a valutare e la delusione a ricostruire“, continua a dichiarare, soffermandosi sui due sentimenti che si affrontano quando ci si imbatte in situazioni alquanto serie da sostenere, come una grave patologia.

Ed allora la paura ed il coraggio per riuscire a cavalcare un’onda negativa, cercando di uscirne vincenti.

Ho incontrato la  MALATTIA,  quella  ONCOLOGICA  e sono passata per tutte le emozioni più difficili da gestire, soprattutto la paura.

Vi è un momento in cui ci si ferma, ci si paralizza e non c’è spazio nella mente per altri pensieri.Cerchi il senso, la strada e la forza.

Il sistema mentale va momentaneamente in tilt“, continua a ripercorrere Marianna nel suo racconto.

A 40 anni mi sono sottoposta alla prima mammografia con serenità e sicurezza e, quel momento può essere vissuto anche come un pit stop…un rifornimento, una sostituzione od anche una riparazione. Mi è capitato di

prendere fiato, respirare profondamente e, la cosa più importante, sono riuscita a ritrovare la grinta e la fiducia nelle mie capacità. Aprendo gli occhi ho rirovato accanto a me persone davvero speciali“, continua la giovane mamma.

Questo mio messaggio ha due obiettivi, ovvero l’ho realizzato durante un dialogo interiore con me stessa, alla fine (quasi) del mio percorso di cura. Attraverso la mia esperienza vorrei infondere speranza e coraggio in tutti coloro che stanno affrontando difficoltà di qualsiasi genere, sia di salute, come me, che economica, personale o psicologica. Anche il vicolo più buio possiamo e dobbiamo illuminarlo con fiducia e speranza. Soprattutto vorrei esprimere pubblicamente il mio GRAZIE,  che pronuncio con commozione e con passione, aldr. Luigi  CIUFFREDA  (chirurgia senologica- Casa sollievo della Sofferenza- San Giovanni Rotondo) per la professionalità e la gentilezza che ha avuto nei miei riguardi; e l’intera equipe medica: Dr. Francesco  MOLLO;  Angelo MARZOVILLO;  Francesca NATALE e tutte le infermiere.

Un ringraziamento speciale inoltre al dr. Massimo  LOMBARDI  (reparto di oncologia – Masselli Mascia – San Severo) per la sua grande competenza ed umanità e che riesce a stringere la propria mano amica, guidandoti in tale percorso particolare; regalando sorrisi, forza e disponibilità, tanto da riscaldare il cuore e curare le ferite, insieme al suo staff: Germano  CIRCELLA; Soccorsa  CARAFA;  Anna  MERLINO;  Mimmo  ANGELORO; Paola  CONFESSA;  Jacopo ACCARINO;  Angela  RICCO  e Loredana  DANZA.

 Ancora un grazie alla Dott.ssa Sara  MASCOLO  che considero non solo la mia psicologa, ma la mia amica speciale e sempre presente, ed infatti le nostre lunghe e spensierate chiacchierate, unite a sorrisi e lacrime mi hanno regalato sicurezza e numerosi teneri e caldi abbracci.

Ringrazio la mia  fisioterapista personale, Valeria RUSSO  ed il mio unico fratellone che, con discrezione ed affetto, mi ha accompagnato in questo cammino.

Si dice che dietro una donna forte c’è sempre una grande mamma…eccola la mia…MAMMA LUCIA  che non mi ha mollato mai, sostenendomi ed incoraggiandomi sempre insieme al mio papà.E, quando si parla di forza e di serenità ci sei tu,  MICHELE,  il mio amore di sempre, il mio pilastro. Grazie per avermi sostenuta, coccolata e continuata ad amare senza mai farmi sentire diversa. E poi le mie ragioni di vita!

 VALENTINA  e  DELIO,  che sono stati unici e forti e rappresentano la mia ancora di coraggio e di salvezza.Infine un caloroso grazie a tutte le mie cognate/i; nipoti; cugini; zii ed agli amici sempre presenti. HO LOTTATO,  MA  NON  ERO  SOLA! GRAZIE  A  TUTTI  VOI  che siete stati i miei Angeli“, concludeMarianna  MITOLO,  ripercorrendo nella sua lettera un’esperienza traumatica in cui possiamo imbatterci tutti nella nostra esistenza, troppo breve però da trascorrerla senza trovare il tempo, a volte, per non poter nemmeno esprimere un sentito GRAZIE.

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