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“QUARTA MAFIA” GRANDE PARTECIPAZIONE AL TEATRO “VERDI” DI SAN SEVERO. PRESENTATO IL LIBRO DEL MAGISTRATO LARONGA

Ospiti insigni ed autorevoli presenti al Teatro Verdi di San Severo, durante un importante appuntamento che si è tenuto giovedì 2 dicembre.
A partire dalle ore 17,00 si è discusso sui temi di legalità e sicurezza.
Antonio LARONGA, Procuratore della Repubblica aggiunto di Foggia, ha presentato il suo libro QUARTA MAFIA. La criminalità organizzata foggiana nel racconto di un Magistrato sul fronte” (Paper First),
La serata è stata aperta con chiarezza discorsiva dal Prefetto di Foggia, Carmine ESPOSITO, mentre il Sindaco di San Severo, Francesco MIGLIO, dopo i saluti iniziali, ha ribadito quanto sia fondamentale comprendere meglio i fenomeni malavitosi che provano a minare la sicurezza pubblica nella nostra Provincia.
L’attenzione va sempre tenuta alta ed il Primo Cittadino ha espresso stima e gratitudine sia verso tutti gli ospiti illustri, che verso il Magistrato LARONGA.
Il Procuratore ha ricostruito quarant’anni di vicende criminali, basandosi su fonti giudiziarie e documenti investigativi, facendo sì che ogni aspetto malavitoso e delinquenziale venisse analizzato a fondo. “La QUARTA MAFIA purtroppo è entrata nel tessuto sociale e produttivo del nostro territorio”, ha commentato ancora il Sindaco MIGLIO.
Durante l’evento, moderato da Gianluca URSITTI, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Foggia, hanno interloquito diverse personalità autorevoli, tra cui: Ludovico VACCARO, Procuratore della Repubblica di Foggia; Antonio DE CARO, Sindaco di Bari e Presidente Nazionale ANCI; on. Marco MINNITI, Presidente Med-Or Leonardo Foundation, già Ministro dell’Interno e l’on. Alfonso BONAFEDE, già Ministro della Giustizia.
Presente anche una delegazione dell’A.N.S.I. (Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia), la quale ha intitolato la propria sede di San Severo al Maresciallo Maggiore M.O.V.C. Vincenzo DI GENNARO, quale Presidio di Legalità.
Presente altresì Francesco Paolo IUDICE, Presidente Provinciale Foggia di ASSOARMA, e numerose autorità civili e militari.
Antonio LARONGA, Magistrato di Torremaggiore ha dialogato rendendo noti particolari che sono radicati sia nel mondo mafioso, che in quello di chi, a sua volta, ne subisce gli effetti.
Nel suo libro ha analizzato essenzialmente le TRE organizzazioni criminali ‘riconosciute con sentenze definitive’ nella provincia di Foggia, ovvero: la ‘Società Foggiana’; la ‘Mafia Garganica’ e quella ‘Cerignolana’.
Riguardo la ‘QUARTA MAFIA’, purtroppo non vi sono ancora provvedimenti definitivi.
Il libro ripercorre quarant’anni di storie criminali terribili, intrise di omicidi a volte commessi in modo efferato.
Il racconto inizia dalla fine degli anni ’70, in quanto fu solo nel settembre del 1982 che la legge “Rognoni-La Torre” introdusse, per la prima volta nel codice penale, la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali.
“Lo Stato durante quegli anni commise però il grave errore di trasferire molti camorristi all’interno delle carceri pugliesi, favorendo così la nascita di un’organizzazione criminale. Nel 1983 venne fondata infatti la SACRA CORONA UNITA, alla quale aderirono molti delinquenti foggiani”, rende noto il Magistrato nelle pagine del suo libro.
La QUARTA MAFIA è rimasta a lungo invisibile rispetto a quelle tradizionali, ma solo perché è stata poco raccontata e quindi poco conosciuta.
La QUARTA MAFIA invero, al pari della mafia siciliana, della camorra e della ‘ndrangheta, è capace di irradiarsi in tutto il Paese, sgretolando la sicurezza pubblica anche in territori più lontani dalla sua zona di origine.
Essa si è modernizzata, penetrando dentro imprese sane ed imponendo i propri obiettivi ad amministratori complici; basti pensare a tutti i Comuni sciolti per mafia.
Il Magistrato LARONGA ha rilevato, anche in altre occasioni, come l’aggravarsi di tale fenomeno nel foggiano sia stato causato principalmente da una sottovalutazione a priori e da una insufficienza di strutture giudiziarie; basti ricordare la chiusura del Tribunale di Lucera e delle otto sezioni distaccate.
Al momento vi sono circa 12.000 processi penali pendenti, seppur la vera differenza non risiede solo nella quantità dei processi, quanto nelle innumerevoli difficoltà che sorgono a monte.
Il problema dunque, è davvero molto serio e complesso ed i Cittadini restano sfiduciati ed insicuri visto che la giustizia si snoda in percorsi a volte tortuosi e segnati da nuove leggi che si susseguono in modo incalzante, senza parlare dell’omertà, l’altro tassello annerente e complicante la realtà.
La mafia oggi ha cambiato anche il livello comunicativo; non più la violenza protagonista, in quanto essa si muove in modo silente, senza ricorrere alla collusione e con una forma di assoggettamento pericolosa.
Bisogna dunque unirsi per combatterla perché solo così si potrebbe fare molto di più, anche se nei fatti risulta molto più difficile.

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