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QUELLA TERZA DOMENICA DI MAGGIO DEL 2020

Quest’ anno, per ognuno di noi sanZeveresi, sarà un giorno strano, malinconico, nel quale ogni minuto scorrerà lento come un’ora e ogni ora scorrerà lenta come un giorno …

Mai avremmo immaginato che qualcosa potesse infliggere una ferita così profonda al sentimento religioso della nostra comunità e alla nostra tradizione secolare!

Mai avremmo pensato di dover raccontare un giorno ai nostri posteri di una terza domenica di maggio nella quale fosse impedito l’abbraccio tra la nostra dolce Mamma nera ed i suoi devotissimi figli!

La piazza vuota, la Cattedrale chiusa, i suoni ed i profumi della festa totalmente assenti …

Ci consoliamo pensando che la nostra Madre celeste certamente fa capolino dal campanile del Santuario per sbirciare con amore infinito la sua città ed il suo popolo, orgogliosa del fatto che i suoi figli comunque guardano a Lei con composta venerazione, passando sempre dinanzi ai luoghi mariani che puntellano San Severo per lanciare un amoroso sguardo, per consegnare una muta preghiera, per donare un segno di croce ed un bacio.

La Provvidenza concederà alla nostra comunità di poter celebrare in questa anomale terza domenica di maggio l’essenza religiosa della festa, con la gioia di una Santa Messa che quest’anno avrà un sapore differente da tutti gli altri anni, durante la quale i canti e le lodi saranno particolarmente pregne di affidamento e speranza.

Ci mancheranno, dicevo, i suoni e le musiche, i profumi ed i sapori, perfino la calca e la fiumana di gente che incarnano plasticamente la Fede della nostra gente per la Madonna dallo sguardo dolcissimo e profondo.

Quello sguardo, però, saprà consolarci e farci sentire meno la mancanza dell’odore acre e familiare della polvere da sparo, dei tramonti vissuti tra luminarie, bancarelle ed incontri con amici che tornano ogni anno proprio nella terza domenica di maggio …

E grazie a quello sguardo sapremo cogliere la bellezza del sentirci vicini seppur lontani e sapremo capire che per tornare alla nostra tradizionale e meravigliosa festa patronale dovremo essere capaci di salvarci assieme, senza lasciare indietro nessuno, come si fa in ogni famiglia guidata da cotanta Madre!

Lo sconforto sarà tramutato in speranza, il silenzio in pace, l’assenza in pienezza consapevole di un futuro fecondo.

Viviamo, quindi, uniti e fraterni la certezza che questa prova sarà superata restando insieme secondo l’insegnamento di Maria, con la visione di una nuova terza domenica di maggio che oggi ci sembra un sogno ad occhi aperti, ma che rappresenta la traccia di una nuova strada che consentirà ancora a tutto il popolo di essere riunito, fisicamente e spiritualmente, intorno alla sua Patrona, a presidio del suo destino.

Un abbraccio, cari fratelli e sorelle della mia città … ci vediamo sotto lo sguardo di Maria e poi .. appena possibile … ci vediamo al finale!

Michele del Sordo

Consigliere comunale

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