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“QUELL’OLIVA ALL’OMBRA DEL DOLORE, DOVE TANTE DOMANDE CHE FORSE NEMMENO IL SOLE PUÒ RIUSCIRE AD ILLUMINARE…”

“SIGNOR SINDACO MI ASCOLTI”.

Sembrerebbe la trama di un romanzo, ma è una di quelle tantissime realtà che si presentano ai nostri giorni.
La descrive una nostra lettrice di San Severo attraverso una lettera molto accorata dove trapelano tutta la rabbia e la disperazione, comprensibili, di una situazione contingente che sta coinvolgendo il settore agricolo oggi più che mai.
La donna esprime un appello dignitoso e non accusatorio perché, in fondo, chi non è abituato a ricevere, ma lotta tanto nella propria vita per guadagnare anche una piccola oliva, in questo caso, conosce l’importanza del ‘donare’ pure una semplice attenzione.
La lettrice infatti, in una postilla finale dichiara di aver voluto sfogare la sua rabbia per lenire il proprio dolore, fiduciosa di essere ascoltata e già la semplice vicinanza sia di noi lettori che delle Istituzioni a cui si rivolge, le dona un piccolo conforto.
Rispettando la privacy, la chiameremo ELAIS, come la protettrice, nella Grecia antica, dell’olio d’oliva, che era, non a caso, una donna.
“Sono una sua concittadina, nonché coetanea, nata e vissuta in questa città. Sono figlia di agricoltori e nipote di agricoltori in un paese dove il raccolto agricolo ha dato sostentamento a tante famiglie e generazioni che, seppur accontentandosi, hanno scelto di vivere di sacrifici dignitosamente”, esordisce ELAIS rivolgendosi al Primo Cittadino, all’assessore al ramo e ai rappresentanti di categoria.
“A Lei Signor Sindaco che rappresenta me e tutti sanseveresi, vorrei rammentare che è iniziata da pochi giorni la raccolta delle olive ed anche quest’anno, dopo aver trascorso un anno di sacrifici, investimenti e patemi d’animo, noi agricoltori riusciamo a vedere il nostro prodotto sulla pianta. Il problema principale è che se tutto va per il meglio, il prodotto ci viene retribuito non a fine mese, ma alla fine dell’anno, invece se dopo tanto lavoro ed investimento, in quanto anticipiamo tutte le spese, se le cose non vanno bene, ci ritroviamo in difficoltà davvero serie! Inoltre, sulle nostre spalle grava sempre un incombente pericolo dovuto ai cambiamenti climatici, tanto che una semplice grandinata può riuscire ad abbattere un intero raccolto”, continua la lettrice, rimarcando il dolore e la delusione nel vedere andare in fumo ogni investimento ed ogni speranza.
“Come mai il nostro prodotto viene pagato a solo, e sottolineo solo euro 50 al quintale? Qual è la categoria che dovrebbe tutelarci, dato che noi agricoltori con tale prezzo non riusciamo a pagare le spese? Perciò mi rivolgo a Lei Signor Sindaco, quale rappresentante della nostra comunità”, prosegue ELIAS consapevole della problematica richiesta.
“Vogliamo aggiungere che tutto è aumentato? Nella voce spese anche il gasolio per effettuare i lavori è raddoppiato rispetto all’anno scorso! Ma come mai un prodotto così ambito al Nord Italia che, tra l’altro, viene qui a rifornirsi, venga sottopagato senza che sia riconosciuto un intero anno di lavori? A Noi Poveri capita spesso di ritrovarci, in aggiunta, alla mercè di grossi ed insaziabili speculatori”, viene puntualizzato nella missiva.
“Sono una cittadina onesta e, pagando tutto quello che lo Stato mi chiede per trovarmi in regola tra utenze; giornate contributive; operai; prodotti per concimazione; lavori meccanici…a me ed alla maggior parte di noi piccoli agricoltori in tasca non rimane nulla!”, ribadisce ancora ELIAS.
“San Severo è un paese in cui il settore primario è fondamentale ed in questo modo si blocca l’intera economia. Non so se riceverò una risposta, anche se in questo momento affidare i miei pensieri a qualcuno che possa comprendere la mia situazione, come quella di tanti altri che si ritrovano similarmente, forse riesce a fungere quasi da placebo psicoterapico. La ringrazio in nome di tutti i cittadini che amano la propria terra, ma che si proietta sempre più verso quell’esodo già iniziato da anni”, l’ultima nota amara e dolente di una lettrice consapevole che anche una piccola oliva oggi si riesce a cogliere sempre con più fatica da una zolla…forse da convenire persino di lasciarla a terra dove quel sole riuscirà mai ad illuminarla con una risposta?

 

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