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Raffaele Bentivoglio (MID): “Perché da giorni non si provvede a sistemare l’aria condizionata delle sale operatorie?

L’ospedale di San Severo aveva ripreso ad erogare un buon servizio all’utenza”.

Raffaele Bentivoglio, già ter volte assessore alle Politiche sociali di San Severo, oggi coordinatore nazionale del MID (Movimento Italiano Disabili), mette in evidenza una serie d’inconvenienti che stanno compromettendo il buon andamento delle prestazioni ospedaliere: “Le sale operatorie sono chiuse per mancanza di aria condizionata, già da diversi giorni: non è ammissibile per un ospedale d’eccellenza! Per prenotare visite il numero verde non risponde e il Cup è chiuso: come devono fare gli anziani con tante patologie e le persone diversamente abili? Questi fatti sono noti al direttore generalePiazzollae, soprattutto, al direttore sanitario dell’ASL, Nigro? O voglio chiudere l’ospedale di San Severo? Che ne pensa il nostro sindaco Miglio?” Bentivoglio, che da anni si batte per avere un ospedale sempre più efficiente e al passo con i tempi, non disdegna stoccate anche a chi ci lavora, al Masselli-Mascia: “Al gran numero di personale del nostro ospedale che adempie al proprio dovere in modo professionale e umano, c’è una sparuta minoranza che dovrebbe avere maggior attenzione nello svolgimento del proprio lavoro. Diverse Strutture Complesse non hanno un primario: Chirurgia; Pediatria; Dialisi e Nefrologia. Meno male che Ortopedia ha trovato la giusta quadratura del cerchio, grazie all’arrivo del primario. La notizia del CoRo-Centro di Orientamento Oncologico ha dato un’ulteriore slancio al Masselli-Mascia”. Bentivoglio entra nel merito: “Non è chiaro sapere a chi compete la manutenzione costante degli impianti? E tutta la manutenzione del verde (le aiuole sono gialle)? Il personale, a chi risponde? Il parcheggio interrato, dato come in imminente apertura, è ancora inutilizzato (o sottoutilizzato): perché? E poi: i disagi per gli anziani che deambulano male e che devono effettuare visite ambulatoriali al vecchio ospedale, per la mancanza e/o l’indisponibilità di carrozzelle; assenza di un mediatore culturale, dato l’aumento di pazienti extracomunitari, crea difficoltà di relazioni con gli operatori sanitari che non parlano lingue dell’Est o arabe. Tra il nuovo e vecchio ospedale esiste un solo ascensore dove transitano ogni giorno pazienti, cibo a loro destinato, biancheria sporca e salme da portare in obitorio: è normale? Le carenze di vario genere – ha concluso Raffaele Bentivoglio – mettono a rischio il rispetto degli standard assistenziali minimi. È questa la sanità che funziona? Se l’ospedale dovesse chiudere, qualcuno proverà cosa vuol dire fare il pendolare. Agli utenti il disagio di andare a Foggia o San Giovanni Rotondo ma, almeno, troveranno strutture che funzionano”.

Beniamino PASCALE

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