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Referendum costituzionale: Il M5S si mobilita a San Severo per il#VotaSIDay

Di Ines Macchiarola

In vista dell’election day del prossimo 20 e 21 settembre, anche a San Severo il Movimento 5 stelle si mobilità per il Sì alla riforma costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari. Il Sì al referendum confermativo comporterebbe il passaggio dagli attuali 945 ai 600 parlamentari (400 alla Camera e 200 al Senato).

Abbiamo chiesto alla Candidata per il rinnovo del Consiglio regionale in Puglia e al Portavoce grillino in Consiglio comunale, rispettivamente l’avvocato Guendalina Romito e l’architetto Gianfranco Di Sabato, le ragioni del Sì. Gli italiani saranno infatti chiamati alle urne a confermare o meno il testo approvato alla Camera a larga maggioranza passato con  553 sì, 14 contrari e 2 astenuti e pubblicato in Gazzetta ufficiale, il 12 ottobre scorso.  

Per il Consigliere Di Sabato, “la proposta di riforma costituzionale, che ha ricevuto un largo numero di consensi non solo dal Movimento 5 stelle, è però diventato attualmente espediente di altri gruppi politici per limitare la nostra iniziativa, trasformandola in un ‘No’ finalizzato alla caduta del Governo”. Il portavoce spiega in particolare “quali sono i punti importanti della riforma.”

300 mila euro al giorno sono economie che per i cittadini italiani possono essere importanti. Risparmi che si aggiungerebbero ai tagli agli stipendi applicati già dai nostri portavoce al Governo”. Tra le ragioni del Sì, Di Sabato evidenzia come sia stato dimostrato tra i rappresentanti governativi un tasso di assenteismo che supera il 30%.

Questo vuol dire – puntualizza il Consigliere – lasciare ad altri le chiavi del Parlamento, portando a ritardi inammissibili. Quando – aggiunge -, l’intenzione del M5S invece è quella di prendersi cura delle Istituzioni ed adeguare il Parlamento alle esigenze dei cittadini”.

Tra le ragioni del Sì è ricorrente una motivazione di respiro europeista.

L’intento di questa riforma – afferma Guendalina Romito – è quello di allinearci ad altri grandi Paesi Ue. I parlamentari italiani sono troppi, ridurli lì dove dovesse passare il Sì, vorrebbe dire ricondurre il nostro parlamento ai livelli comunitari. Vorrei aggiungere che, un parlamento più snello equivale a dire un Parlamento in grado di legiferare in maniera snella e concreta senza tutti gli intoppi degli ultimi anni”.

Spagna, Francia, Germania e Regno unito – ricorda Di Sabato – contano in Parlamento rispettivamente 558 membri per 42 milioni di abitanti, 577 per 70 milioni, 700 per 82 milioni, e 650 per circa 66 milioni. Dunque – conclude il Portavoce grillino – se passasse il Sì il numero dei parlamentari sarebbe perfettamente proporzionato al numero di abitanti in Italia.”

(A cura di Ines Macchiarola – ines.macchiarola@pecgiornalisti.it)

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