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RELATIVITÀ E RELATIVISMO GIURIDICO

La norma di legge descrive la realtà fenomenica e la regola attraverso principi di buon senso ed etica morale.
I concetti giuridici moderni sono, dunque, secolarizzazione della Teologia e dell’etica: ciò che è morale è lecito e ciò che è immorale è illecito.
Il Relativismo, invece, sconfessa l’esistenza di una verità assoluta; ogni giudizio etico o principio valoriale è relativo alle norme stabilite dagli individui in quella determinata cultura: non esiste alcuna morale universale.
Occorre -dicono i Relativisti- impermeabilizzare il diritto rispetto a ogni infiltrazione: specie di carattere religioso ed etico.
Bisogna epurare la norma da ogni influenza e riscoprire il diritto naturale, lontano da ogni contaminazione, incentrato sul solo empirismo.
Tale schema fondato sulla negazione della componente teologica nell’apparato normativo, è contraddetta dalla storia: il ruolo della religione è sempre stato dirimente nella regolazione della Società civile.
L’aspirazione di creare una teoria del diritto basata sulla ricerca della Giustizia a partire dalle regole di
esperienza, slegata da ogni corrente etico-morale si rivela ben presto vana: come si può costruire la regolazione di una convivenza sociale se non a partire da principi di buonsenso e di morale inconfutabili?
D’altronde anche i teoremi matematici partono da un assioma, da un principio ontologicamente vero che non ha bisogno di essere provato, per poi ricavarne postulati e regole.
Negato dunque il Relativismo giuridico perché inconciliabile con la cultura e la storia dell’umanità civile, resta da analizzare il suo antitetico positivo: la Relatività.
La norma giuridica è relativa ed è un bene che lo sia: perché varia nel tempo e nello spazio, raccontando l’evoluzione sociale e culturale di un popolo.
Il diritto di uno Stato infatti non è fisso e immutevole, ma è fluttuante: si modifica nel corso del tempo per effetto della trasformazione della società.
La Relatività ben si concilia con la regolazione normativa moderna: al contrario del Relativismo non
tenta di distruggere le fondamenta della legislazione ma ne dichiara la semplice natura cangiante e la capacità di adattarsi all’evoluzione sociale.

AVV. MAURO CASILLO

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